Gaetano Oristanio ha iniziato la sua nuova avventura con la maglia del Torino. Una scelta convinta, motivata dalla fiducia che il club gli ha dimostrato fin dal primo contatto. “Ho dato la mia parola al direttore Petrachi e l’ho mantenuta, volevo solo il Toro”, ha affermato il giocatore, sottolineando di aver messo da parte altre offerte per vestire il granata. L’obiettivo personale è chiaro: “Cerco la continuità che mi è mancata in questi anni. Mi auguro di riuscire a esprimere tutto il mio potenziale, è arrivato il momento”.
Il lavoro con il tecnico Ignazio Abate è già entrato nel vivo. Oristanio ha descritto un allenatore capace di spingere ogni giocatore oltre i propri limiti. “Ogni giorno il mister ti fa alzare l’asticella, riesce a estrarre quel qualcosa in più anche quando sei stanco. Sta tirando fuori il 110% da ognuno di noi”. La filosofia di gioco richiesta è precisa e ambiziosa. “Coraggio e personalità. Ha concetti chiari e vuole che riusciamo a essere sia sfrontati sia disciplinati. La parola giusta è coraggio”.
Il fantasista si è inserito in un reparto offensivo ricco di talento, con giocatori come Vlasic, Casadei e Simeone. “Sarà bellissimo. Avere molti calciatori di fantasia e carattere è una cosa molto positiva: la competitività alza il livello ed è un bene per la squadra”. L’accoglienza ricevuta è stata eccezionale, “dal capitano Zapata fino ai ragazzi più giovani”. Tra i compagni ha ritrovato Cesare Casadei, conosciuto ai tempi del settore giovanile dell’Inter: “Era un ragazzo, ho ritrovato un grandissimo calciatore”.
Un aspetto che ha subito colpito Oristanio è l’incredibile calore dei tifosi. “Qui c’è una bellissima atmosfera, ogni giorno è pieno di gente. Mi ha stupito che tanti tifosi non siano di Torino, ma provengano da tutta Italia”. Questo, secondo il giocatore, è un segno inequivocabile della portata del club. “Ti fa capire subito la grandezza del Toro, quanto sia speciale. Parliamo di un club amato in tutta la nazione, e questo mi ha emozionato”.
Dal punto di vista tattico, essendo un mancino, la sua posizione preferita è quella di trequartista sul centro-destra nel 3-4-2-1, ma ha precisato che “più del modulo sono importanti le idee del mister”. Il suo destino sembra legato al granata: il suo esordio in Serie A, con la maglia del Cagliari, è avvenuto proprio allo stadio Grande Torino.
Infine, un pensiero per la storia e il simbolo del club. Oristanio ha rivelato di non essere ancora stato a Superga, ma ha un piano preciso per la sua prima visita. “Sarà una delle prime cose che farò. Ma la prima volta voglio andarci da solo per capirne l’emozione, per viverla. Solo dopo ci tornerò con qualcuno della società per farmi spiegare la storia”.





