Trump riconosce la sovranità di Israele sulle alture del Golan. Esulta Netanyahu

La Russia ha reagito alla decisione del magnate mettendo in guardia da "una nuova ondata" di tensioni in Medioriente

(Photo by SAUL LOEB / AFP)

MILANO – Nuova vittoria diplomatica per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in vista delle elezioni di aprile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la sovranità israeliana sulle alture del Golan. Il magnate lo ha fatto mentre Netanyahu era al suo fianco, durante la visita ufficiale a Washington. E mentre Israele colpiva vari luoghi della Striscia di Gaza in risposta a un razzo lanciato dall’enclave e caduto in territorio israeliano, con conseguente ferimento di sette persone.

Una decisione storica

La decisione è “storica”, ha commentato Netanyahu, elogiando Trump come il “miglior amico” dello Stato ebraico. E paragonandolo tra l’altro all’ex presidente Harry S Truman, che riconobbe Israele nel 1948. “Un atto di giustizia storica”, ha detto ancora il premier israeliano riferendosi alla decisione statunitense. “Israele ha conquistato le alture del Golan in una guerra giusta di autodifesa e le radici del popolo ebraico nel Golan risalgono a migliaia di anni fa”, ha affermato Netanyahu.

Gli Usa riconoscono a Israele le alture del Golan

Israele occupò il territorio siriano durante la guerra dei sei giorni del giugno 1967, dichiarando l’estensione della propria giurisdizione al territorio nel 1981. Netanyahu ha poi fatto riferimento a precedenti decisioni di Trump. Elogiando il ritiro dal “disastroso accordo sul nucleare con l’Iran”, “il ripristino delle sanzioni al regime che vuol distruggere Israele”, “il riconoscimento di Gerusalemme come capitale e la decisione di trasferire l’ambasciata” statunitense nella città contesa. Trump da parte sua ha parlato di una decisione che “avrebbe dovuto esser presa decenni fa”.

La reazione della Russia

La Russia ha reagito alla decisione del magnate mettendo in guardia da “una nuova ondata” di tensioni in Medioriente, ha riferito AFP. Mentre Damasco ha denunciato il “palese attacco” alla sua sovranità e la Turchia ha parlato di “regalo elettorale” fatto dal tycoon a Netanyhahu. Regno Unito e Francia, alleati degli Stati Uniti, hanno invece fatto sapere di continuare a considerare le alture strategiche come “occupate da Israele”, in linea con le risoluzioni delle Nazioni unite.

La stretta tra Trump e Netanyahu

La firma del decreto da parte di Trump sembra destinata ad influenzare positivamente le elezioni per Netanyahu, in vista del voto del 9 aprile, in cui il politico di destra affronta una dura sfida con l’ex militare Benny Gantz, anche lui negli Usa come il premier per prender parte alla conferenza dell’American Israel Public Affairs Committee (Aipac), potente lobby pro-Israele. Conferenza in cui, poco prima dell’annuncio di Trump, il suo vice Mike Pence aveva ottenuto un’ovazione descrivendo il tycoon come “il più grande amico di Israele che si sia mai seduto nello Studio Ovale”.

(LaPresse/di Agnese Gazzera)

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