Ius soli, Salvini: “No a scorciatoie”. Renzi: “Ramy e Adam sono nostri concittadini”

Ma nessuno nel governo gialloverde vuole sentir parlare del provvedimento in questione

in foto Matteo Salvini

MILANO – Si infiamma il dibattito sullo Ius soli. Al centro, loro malgrado, i due ragazzini, Ramy e Adam, il primo, 13 anni, nato in Italia da genitori egiziani, e il secondo, 12enne di origini marocchine, che viaggiavano sullo scuolabus di studenti cremaschi, dirottato e fatto bruciare dall’autista sulla Paullese, in provincia di Milano, mercoledì scorso. I due adolescenti da quel giorno sono per tutti gli eroi, perché hanno avuto il coraggio di nascondere il cellulare e chiamare i soccorsi.

Ius soli, la linea di Salvini

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dopo aver ‘invitato’ Ramy a “farsi eleggere”, esclude che si parlerà di Ius soli in Consiglio dei ministri e non capisce “la necessità di fare scorciatoie, visto che l’Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanze con la normativa vigente”.

L’incontro con Adam e Ramy

L’incontro con il ragazzino ci sarà, ma a telecamere spente – assicura il titolare di Viminale – “perché di fare ‘Carramba che sorpresa’ o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni non mi interessa”. Certo è che gli uffici del ministero stanno facendo degli approfondimenti sulla famiglia del 13enne. “E mi auguro – dice sibillino il vicepremier ai giornalisti in via Bellerio – che non ci siano problemi che impedirebbero tutto questo, perché comunque, se dai la cittadinanza a un bimbo di 13 anni, estendi questo diritto a tutti coloro che stanno intorno al bimbo”.

Non rientra nel programma di governo

Sta di fatto che sullo Ius soli c’è una linea comune all’interno del governo gialloverde. Perché il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiarisce che “non fa parte del programma di governo e non ci sono motivi per inserirlo ora”. E il vicepremier grillino, Luigi Di Maio, considera “assurdo strumentalizzare le parole” dei due ragazzini.

Ferve il dibattito nell’ala di sinistra

Al dibattito si iscrivono anche i maggiorenti del centrosinistra. Per l’ex segretario dem, Matteo Renzi, che mostra sui social le foto di Ramy e Adam con la divisa dei carabinieri nel salotto di ‘Che tempo che fa’, i due studenti sono “nostri concittadini. Fuori dal chiacchiericcio e dall’odio dei troll c’è un Paese bellissimo animato da piccoli gesti di eroismo quotidiano”. Resta agli atti, comunque, il fatto che la legge sulla cittadinanza, approvata alla Camera, alla fine del 2015, si è arenata al Senato.

Riconoscimento di un diritto

E per il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, “è chiaro che sta anche alle responsabilità della sinistra non essere andati a fondo in questo riconoscimento di un diritto”. Una parola utilizzata dall’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, secondo cui “ridurre il battito solo a una gentile concessione, sembra una roba da un sovrano che dà o toglie. Invece parliamo di un diritto, di un istituto giuridico”. Ma forse il tempo è scaduto, visto che pare che nessuno nel governo gialloverde voglia sentir parlare di Ius soli.

(LaPresse/di Luca Rossi)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome