TUTTI I NOMI E FOTO. Spaccio e armi al Parco Verde. Scacco al gruppo dei Di Micco: 12 arresti

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Arresti Parco Verde 27 maggio 2026

CAIVANO – Spaccio di droga al Parco Verde, stese ed estorsioni. Scacco al gruppo dei Di Micco, considerato un sodalizio emergente nell’area nord di Napoli. Ieri mattina il blitz degli uomini della Squadra Mobile di Napoli guidati dal capo Mario Grassia culminato con 12 arresti. Spediti in carcere Lucio Cozzuto, 53enne di Santa Maria Capua Vetere, Teresa D’Angelo, 42enne di Caivano, Domenico Di Micco, 39enne di Caivano, Luca Fischetti, 23enne di Caivano, Daniele Miele, 33enne di Caivano, Francesco Pezzella, 41enne di Caivano, Giuseppe Piccolo, 41enne di Acerra, Salvatore Russo, 50enne di Caivano, Carmine Squaglione junior, 24enne di Caivano, Nataliia Terletska, 39enne di origini ucraine domiciliata a Macerata Campania, e Giusi Vivace, 30enne di Caivano. Per Giulio Marsicano, 78enne di Sant’Arpino sono stati disposti i domiciliari.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, estorsione e tentata estorsione. Contestati anche i reati di porto in luogo pubblico di arma con matricola abrasa ed esplosione di colpi d’arma da fuoco al fine di incutere timore nella popolazione e compromettere la sicurezza pubblica, aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, il gruppo avrebbe operato principalmente nel territorio di Caivano, dove sarebbe stata organizzata una fitta attività di spaccio di sostanze stupefacenti di diverso tipo. Gli investigatori avrebbero documentato numerosi episodi di cessione di droga, ricostruendo l’esistenza di una struttura stabile e organizzata dedita al traffico illecito.

Nel corso dell’attività investigativa sarebbero emersi anche episodi di intimidazione e violenza riconducibili al controllo del territorio. In particolare, agli indagati vengono contestati l’utilizzo di armi con matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in luoghi pubblici, azioni che, secondo gli inquirenti, sarebbero state finalizzate a diffondere paura tra i residenti e ad affermare il potere del gruppo criminale sul territorio. Le accuse comprendono inoltre un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore edile impegnato in lavori legati a un appalto stipulato con il Comune di Acerra. Gli investigatori ritengono che il gruppo abbia tentato di imporre pressioni e richieste estorsive all’imprenditore nell’ambito delle attività economiche connesse ai lavori pubblici. L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle organizzazioni criminali attive nell’area a nord di Napoli, territorio da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura per la presenza di gruppi dediti al narcotraffico e alle attività estorsive.

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