Twitter: Musk rilancia sull’acquisto e pensa a nuova super-app

Elon Musk rivuole Twitter. Il patron di Tesla ci ripensa e torna sui suoi passi rilanciando l’offerta originale da 44 miliardi di dollari, 54,20 dollari per azione, per acquisire la piattaforma social e dare vita poi una a nuova super-app. L’ennesimo colpo di scena, svelato in un deposito alla Sec (l’autorità Usa che vigila sulla Borsa), secondo quanto riferito da una fonte alla Cnbc, l’accordo, che ha già l’approvazione degli azionisti, potrebbe chiudersi già venerdì.

“Abbiamo ricevuto la lettera di Musk che ha depositato alla Sec. L’intenzione della società è quella di chiudere la transazione a $ 54,20 per azione”, precisa Twitter. Dal canto suo il patron di Tesla comincia a svelare i propri piani. “L’acquisto” della piattaforma social “è un acceleratore per creare X, l’app per tutto”, rivela poi aggiungendo che “probabilmente l’accelerazione di X avverrà tra 3 a 5 anni, ma potrei sbagliarmi”. La nuova creatura, stando alle prime informazioni, sarà ispirata a WeChat, super-app’ cinese di Tencent della quale il miliardario ha apprezzato l’evoluzione da servizio di messaggistica a ‘mini-internet’, all’interno del quale potere accedere grazie ai ‘mini-program’ ad app e servizi diversi.

La mossa arriva a due settimane di distanza dall’inizio del processo, previsto per il 17 ottobre, che vede le due parti contrapposte davanti alla Delaware Chancery Court per il tentativo di Musk di ritirarsi dall’accordo. In una lettera di un suo legale il magnate si è detto disponibile a chiudere la pratica a patto che la causa venga “sospesa immediatamente” e il processo aggiornato. Se l’ennesima giravolta lascia di stucco mercati e pubblico, a non rimanere stupiti sono coloro che seguono da vicino la vicenda dal punto di vista legale. La posizione del miliardario infatti, a causa di una combinazione passi falsi e potenziali svantaggi, non sembrava molto brillante dal punto di vista processuale. Ad esempio l’argomento più forte di Musk contro Twitter, cioè che sulla piattaforma siano presenti un numero maggiore di account spam rispetto a quelli dichiarati, non avrebbe avuto la presa sperata sulla cancelliera Kathaleen St. Jude McCormick, la quale si sarebbe concentrata invece sulla presenza di eventuali elementi che avrebbero potuto determinare un cambiamento nella volontà di Musk nel portare a termine l’accordo. Nemmeno le rivelazioni della ‘talpa’, l’ex capo della sicurezza Peter Zatko sul mancato rispetto delle normative sulla sicurezza informatica e la privacy degli utenti, avrebbe giocato a suo favore. Il volano per Musk sarebbe arrivato “sul lungo periodo”, secondo Brian Quinn, professore alla Boston College Law School, e alla fine, “non ha davvero cambiato il panorama (legale) in alcun modo significativo”. In tutto questo, Musk avrebbe considerato anche i costi in caso di sconfitta in tribunale: il giudice infatti avrebbe potuto in questo frangente non solo condannarlo a chiudere l’accordo ma anche a pagare interessi, che secondo gli esperti avrebbero iniziato a maturare da settembre.

LaPresse

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