Vaccini, Trentino Alto Adige ultimo in classifica. Ed è caos sui dati

Trento e Bolzano in fondo alla classifica delle vaccinazioni? "I dati sulle somministrazioni effettuate vengono comunicati giornalmente solo al ministero della Salute e all'Istituto superiore di sanità. Qualsiasi altra agenzia o ente li può assumere esclusivamente per via istituzionale con il rischio di incappare in errori dovuti ai ritardi di pubblicazione e conseguente elaborazione".

(AP Photo/Riccardo De Luca)

TRENTO – Trento e Bolzano in fondo alla classifica delle vaccinazioni? “I dati sulle somministrazioni effettuate vengono comunicati giornalmente solo al ministero della Salute e all’Istituto superiore di sanità. Qualsiasi altra agenzia o ente li può assumere esclusivamente per via istituzionale con il rischio di incappare in errori dovuti ai ritardi di pubblicazione e conseguente elaborazione”. Così le agenzie sanitarie provinciali del Trentino Alto Adige che rivedono al rialzo le statistiche di Agenas e matematici. Per Trento oggi il totale delle somministrazioni ha toccato quota 647.205, cifra che comprende 283.044 richiami. “Il che vuol dire che su una popolazione in età vaccinabile di 485.874 siamo ben oltre il 51,8 per cento degli immunizzati”, fanno sapere dall’azienda sanitaria di Trento. Più indietro Bolzano che oggi ha raggiunto le 589.873 dosi somministrate: il 48 per cento.

“La media nazionale si attesta al 67,9 per cento e i dati ufficiali non ci vengono forniti – dicono i segretari provinciali di Cigl, Andrea Grosselli, di Cisl, Michele Bezzi, e della Uil, Walter Alotti -. La verità è che ci troviamo di fronte a percentuali preoccupanti che mettono a rischio la ripresa economica e la scuola. L’azienda sanitaria sia trasparente e fornisca dati certi, divisi per territori, così da poter intervenire immediatamente con campagne di sensibilizzazione mirate nelle realtà dove risulta più bassa la percentuale di copertura. Si smetta di pensare al concerto di Vasco Rossi e ci si concentri sul fatto che la disponibilità dei cittadini non è più così alta – concludono i sindacalisti -. Come si può pretendere il green pass per i vacanzieri che speriamo tornino a frequentare bar e ristoranti in Trentino quando non si è in grado di vaccinare la popolazione locale?”.

La risposta delle Province autonome è l’open day per i ragazzi dai 12 anni in su sabato e domenica a Trento, e ‘Vaxbus’ itinerante a Bolzano. Sul caso interviene anche l’Ordine dei medici del Trentino che, per bocca del presidente Marco Ioppi, sollecita le istituzioni “ad avviare una campagna massiccia di vaccinazione per gli over 12. Da parte nostra garantiamo ogni possibile collaborazione”. Numeri e adesioni vaccinali sono oggetto anche di interrogazioni in Regione. “Siamo di fronte a un problema per la salute pubblica e per l’economia – dice la consigliera Lucia Coppola del gruppo misto -. La campagna vaccinale raggiunga anche le zone al momento più scoperte. Ci sono ampie sacche di popolazione non vaccinata nelle valli, soprattutto quelle a vocazione turistica. Un problema di non poco conto considerato che la stagione invernale è prossima e si teme che nuovi lockdown possano arrecare grave danno a tutto il settore”.

LaPresse

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