Viola il divieto e la perseguita fino al bar: incubo finito per una donna, arrestato l’ex marito

96

FRIGNANO (CE) – Una serata estiva come tante, l’aria tiepida che invita a un caffè all’aperto, la quiete di un piccolo centro dell’agro aversano. Ma per una donna, quella che doveva essere una parentesi di normalità si è trasformata in un incubo, l’ennesimo capitolo di una storia di paura e persecuzione. Un’ombra del passato che non vuole svanire, quella del suo ex marito, un uomo a cui la legge aveva imposto di starle lontano. E invece, ieri sera, era di nuovo lì, a pochi metri da lei, sfidando la giustizia e ripiombandola nell’angoscia.

La vicenda, che si inserisce nel drammatico filone dei reati persecutori, si è conclusa con l’arresto di un 44enne di Parete, eseguito dai Carabinieri della locale Stazione. L’uomo è ora gravemente indiziato del reato di violazione del provvedimento di divieto di avvicinamento alla persona offesa, un’ordinanza emessa dall’Autorità giudiziaria proprio per proteggere la sua ex coniuge.

Il teatro dell’operazione è stato il centro di Frignano. La donna si trovava all’interno di un bar, cercando forse un momento di serenità. Ma quella serenità è stata spezzata quando, nelle immediate vicinanze del locale, è comparsa la figura del 44enne. Non un incontro casuale, secondo gli inquirenti, ma un atto deliberato, una palese violazione delle prescrizioni che gli imponevano di mantenere una distanza di sicurezza dai luoghi frequentati dalla donna. La sua presenza in quel punto, in quel momento, è stata interpretata come l’ultimo, arrogante atto di una condotta persecutoria che il provvedimento cautelare mirava a interrompere.

È bastato poco perché scattasse l’allarme. L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Parete, competenti per territorio, è stato fulmineo. Giunti sul posto, i militari hanno accertato la situazione, cogliendo l’uomo in flagranza di reato. La sua presenza a una distanza così ravvicinata dalla vittima, in spregio a un ordine del giudice, non ha lasciato spazio a dubbi. Per il 44enne sono scattate immediatamente le manette.

L’arresto rappresenta un segnale forte da parte dello Stato a tutela delle vittime di violenza e stalking. Il divieto di avvicinamento è uno strumento giuridico fondamentale per spezzare la spirale della persecuzione e restituire alle persone offese la propria libertà. La sua violazione non è una semplice infrazione, ma un reato grave che fa scattare un immediato inasprimento della misura, spesso, come in questo caso, con la custodia cautelare in carcere.

Dopo le formalità di rito espletate in caserma, il 44enne è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità giudiziaria che coordina le indagini. Sarà ora compito della magistratura valutare la sua posizione e decidere sul suo futuro processuale. È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva. Ma per la sua ex moglie, la serata di ieri ha significato, almeno per ora, la fine di un incubo e la conferma che la legge, seppur messa alla prova, è ancora in grado di proteggerla.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome