Wimbledon: aumento record del montepremi per i tennisti

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Sport tennis
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I circuiti ATP e WTA hanno accolto con favore la decisione di Wimbledon di aumentare il montepremi per la prossima edizione del torneo. In una nota congiunta, i tennisti hanno espresso soddisfazione, definendo la mossa un passo avanti concreto e significativo che ha portato alla sospensione di ogni forma di protesta.

L’annuncio ha rivelato un incremento del 20%, il più grande aumento annuale nella storia dei Championships. Il montepremi totale raggiungerà la cifra record di 64,2 milioni di sterline, equivalenti a poco meno di 75 milioni di euro. Questo significativo passo avanti vedrà i campioni del singolare maschile e femminile incassare un assegno da 3,6 milioni di sterline, circa 4,2 milioni di euro.

La decisione arriva dopo un periodo di forti tensioni tra i giocatori e gli organizzatori dei tornei dello Slam. In occasione del recente Roland Garros, i tennisti avevano attuato una protesta, dedicando solo quindici minuti al media day per contestare montepremi ritenuti troppo bassi rispetto ai profitti generati dagli eventi. L’annuncio di Wimbledon ha quindi disinnescato una situazione che rischiava di ripetersi a Londra.

“I principali giocatori dei circuiti ATP e WTA accolgono con favore l’annuncio del montepremi di Wimbledon come un passo avanti concreto e significativo”, si legge nel comunicato diffuso dai rappresentanti dei tennisti. “L’aumento del 20% rappresenta il più grande incremento annuale nella storia del torneo ed è un segnale importante”.

Nonostante la tregua, la questione non è del tutto risolta. Attualmente, ai giocatori andrà circa il 15% dei profitti generati dal torneo, calcolati sui 426,5 milioni di sterline del 2025. L’obiettivo a lungo termine dei tennisti, incluso il numero uno al mondo Jannik Sinner, rimane quello di raggiungere una quota minima del 22% dei ricavi, in linea con quanto avviene nei tornei dei circuiti ATP e WTA.

La differenza rispetto ad altri eventi è però notevole. Al Roland Garros, i vincitori hanno ricevuto 2,8 milioni di euro, una cifra nettamente inferiore a quella che sarà offerta a Londra. Proprio questa crescita sostanziale ha convinto i giocatori a sospendere le proteste e ad accettare la proposta con favore.

La frattura tra atleti e organizzatori, almeno per quanto riguarda i Championships, sembra quindi sanata in vista dell’inizio del torneo. Resta da vedere se questa tregua sarà duratura e se gli altri tornei del Grande Slam seguiranno l’esempio, rispondendo in modo simile alle richieste dei giocatori.

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