Andrea Pirlo è il nome in cima alla lista della Federazione per la panchina della Nazionale. La FIGC ha individuato nell’ex campione del mondo il profilo ideale per raccogliere la pesante eredità di Gennaro Gattuso e avviare un nuovo ciclo tecnico per la squadra azzurra. La scelta, tuttavia, arriva in un momento cruciale per la carriera da allenatore di Pirlo, un percorso fin qui breve ma intenso, caratterizzato da successi importanti, esoneri inattesi e sfide complesse in contesti molto differenti tra loro.
La sua avventura in panchina ha avuto inizio nell’estate del 2020, quando la Juventus, dopo averlo inizialmente ingaggiato per l’Under 23, gli ha affidato a sorpresa la guida della prima squadra. Nella sua unica stagione a Torino, Pirlo ha messo in bacheca due trofei: la Supercoppa Italiana, vinta contro il Napoli, e la Coppa Italia, conquistata in finale contro l’Atalanta. In campionato ha però faticato a trovare continuità, ottenendo un quarto posto che ha garantito la qualificazione alla Champions League solo all’ultima giornata. Un bilancio che la dirigenza ha ritenuto insufficiente, optando per l’esonero e il ritorno di Massimiliano Allegri.
Dopo un anno di pausa, nel 2022 ha scelto di ripartire dall’estero, accettando la proposta del Fatih Karagümrük, club della Süper Lig turca. L’esperienza a Istanbul si è rivelata formativa ma non semplice, con una squadra che ha mostrato sprazzi di buon gioco alternati a lunghe fasi di incertezza. Ha guidato il club a una tranquilla posizione di metà classifica, lontano sia dalla zona europea sia dal rischio retrocessione. Il rapporto con la società si è però interrotto con una risoluzione consensuale del contratto a tre giornate dalla fine del campionato.
Nell’estate del 2023 è tornato in Italia per una missione ad alto coefficiente di difficoltà: guidare la Sampdoria in Serie B. Il club ligure partiva da una situazione societaria precaria e con una penalizzazione di due punti in classifica. Nonostante un avvio complicato, Pirlo è riuscito a compattare il gruppo e a condurlo a un’insperata qualificazione per i playoff promozione, un traguardo considerato da molti un successo. L’avventura si è però conclusa al primo turno degli spareggi, con la sconfitta contro il Palermo. La nuova proprietà ha deciso di non confermarlo, segnando il suo terzo addio anticipato in quattro anni.
Poche settimane dopo la fine dell’esperienza con la Sampdoria, ha intrapreso un percorso del tutto nuovo, firmando un contratto con lo United FC, club che milita nella seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti. Una scelta che lo allontana momentaneamente dai riflettori del calcio europeo. Questo percorso così variegato alimenta ora il dibattito sulla sua candidatura per la panchina azzurra. La Federazione dovrà soppesare attentamente le qualità di un tecnico dalla visione di calcio propositiva e dal grande carisma contro una discontinuità di risultati che ha segnato le sue prime, intense stagioni da allenatore.














