A pochi giorni dal successo di Kimi Antonelli a Monza, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha raccontato le sue emozioni. Il manager ha descritto un’atmosfera incredibilmente positiva, anche da parte dei tifosi della Ferrari. “Urlavano ‘Forza Ferrari’, ‘Forza Kimi’ e quando mi incrociavano, ‘grande Toto!'”, ha spiegato Wolff, sottolineando l’affetto ricevuto nel paddock.
La vittoria del pilota italiano, ottenuta con una rimonta dalla diciannovesima posizione, ha rappresentato un momento speciale. “È stata una grande emozione, per tutti come squadra ma soprattutto per Kimi. Vincere a casa è uno dei sogni più grandi e lui l’ha fatto con una gara perfetta, regalandosi un ricordo che gli resterà per tutta la vita”, ha aggiunto il team principal.
Wolff si è soffermato sulla reazione del pubblico, in particolare dei sostenitori della Ferrari. “Vedere questa marea di tifosi saltare urlando il nome di Kimi sotto al podio è stato fantastico”. Secondo lui, i tifosi italiani non devono scegliere tra la Scuderia e il giovane pilota Mercedes, ma possono godere dei successi di entrambi. Ha definito Antonelli come il pilota che “sta riportando nel suo Paese il sogno di avere un pilota vincente”, accostandolo alla Ferrari che rappresenta “la Nazionale”.
Il weekend di Monza non è stato semplice per la Ferrari, e Wolff ha mostrato comprensione per le loro difficoltà. Ha spiegato che correre in casa comporta una pressione enorme a causa di tifosi, sponsor ed eventi. “Parlo per esperienza, perché anche Mercedes in passato ha avuto gare molto difficili a casa, come ad Hockenheim nel 2019”, ha ricordato, menzionando il difficile GP in cui il team celebrava il 125º anniversario.
Nonostante le difficoltà della Rossa, il manager austriaco ha ribadito che la lotta per il Mondiale non è affatto conclusa. “Ferrari è ancora in lizza, certo. Noi abbiamo avuto problemi di affidabilità importanti nella prima parte dell’anno, mentre loro no”. Wolff ha concluso che le diverse difficoltà incontrate da entrambi i team li portano “sullo stesso piano”, avvertendo che in Formula 1 le cose possono cambiare in un attimo.
Il tema della gestione dei piloti, emerso in casa Ferrari, è stato un altro punto di analisi. Wolff ha respinto l’idea che esista un metodo infallibile, sottolineando i rischi corsi anche dalla sua squadra. “Se Kimi fosse rimasto bloccato in ghiaia dopo il tentativo di sorpasso su Russell, oggi staremmo parlando di una storia molto diversa”, ha commentato.
Dopo la vittoria, Antonelli ha festeggiato con il team guidando i kart, un’iniziativa che ha fatto sorridere la squadra ma ha messo in ansia il suo capo. “Io non ero molto rilassato, perché la nostra squadra ha un passato di incidenti in attività fuori dai weekend di gara”, ha confessato Wolff. Ha poi raccontato di un grave incidente in bici avvenuto nel 2014, in cui si ruppe polso, gomito, spalla e clavicola, spiegando la sua preoccupazione.
Infine, un tocco personale sul rapporto tra Antonelli e il figlio di Wolff, Jack, di nove anni. Il bambino ha parlato con Kimi via radio dopo la gara, un gesto che il team principal ha descritto come una comunicazione “da pilota a pilota”. “Jack corre nei kart e probabilmente Kimi è stato il suo primo vero maestro. Ha reso il weekend speciale ancora più speciale”, ha concluso.












