Mattia Zaccagni ha iniziato la nuova stagione prendendo per mano la Lazio, dimostrando sul campo un livello di forma e leadership che lo hanno reso un protagonista assoluto del campionato. Le sue prestazioni sono state decisive fin dalle prime uscite, a partire dall’assist per il gol di Frattesi nella vittoria contro l’Udinese, seguito dal passaggio chiave per la rete di Cancellieri nel pareggio con il Milan.
Contro il Venezia è arrivata anche la firma personale, con il gol su calcio di rigore che ha sbloccato una partita complessa. Una rete dal dischetto che per il capitano biancoceleste mancava da quasi un anno, un segnale della ritrovata fiducia e freddezza. A questo si aggiunge la fine di un digiuno di assist che durava da diversi mesi, a conferma di un giocatore tornato a essere incisivo e determinante in ogni zona del campo.
Eppure, questa partenza lanciata non è bastata a convincere il commissario tecnico Roberto Mancini. A sorpresa, il nome di Zaccagni non è comparso nell’elenco dei convocati per i prossimi impegni della Nazionale italiana, una scelta che ha generato dibattito e stupore tra addetti ai lavori ed ex calciatori.
Tra i più sorpresi c’è Roberto Rambaudi, che ha vestito la maglia della Lazio dal 1994 al 1998. “Sta finalmente avendo continuità, ma non sono sorpreso dalla sua qualità”, ha affermato. “Per me lui è uno dei giocatori più forti in Italia nell’uno contro uno. Per questo sono sorpreso dalla sua esclusione, specie perché secondo me è meglio di Raspadori e Cambiaghi. Nella rosa azzurra ci sono calciatori che non hanno la qualità per stare a quei livelli, Zaccagni invece ci starebbe benissimo”.
Un’analisi condivisa in parte da Stefano Fiore, altro ex laziale. “Rispetto all’ultima stagione è molto più pimpante e vivace, è tornato sui suoi livelli”, ha commentato Fiore. Tuttavia, la sua lettura della mancata convocazione è differente e più tattica: “Penso che Mancini lo conosca molto bene, quindi forse ha prima voluto convocare altri calciatori per valutarli più da vicino. Il ct è all’inizio di un percorso, deve tenere in considerazione vari aspetti”.
Questa non è la prima volta che Zaccagni viene escluso dalle scelte di Mancini. Già nel biennio precedente, il giocatore era stato spesso lasciato fuori dal gruppo azzurro. All’epoca, il tecnico aveva spiegato le sue decisioni con parole che lasciavano intendere motivazioni tecniche precise: “Ci sono motivazioni, tutti parlano senza sapere nulla. La porta è aperta a tutti, ma chi non è stato chiamato è per motivazioni più che valide”.
Nonostante la delusione, l’esterno biancoceleste sperava che il suo eccellente avvio di stagione potesse bastare a fargli guadagnare un posto in squadra. Le sue giocate, la sua capacità di creare superiorità numerica e la ritrovata vena realizzativa sembravano ingredienti perfetti per il nuovo corso azzurro. L’obiettivo di Zaccagni rimane chiaro: continuare a brillare con la Lazio per convincere Mancini e prendere per mano anche l’Italia, così come ha già fatto con il suo club.





