Consiglio europeo, Conte ottiene l’accordo sui migranti. La sinistra reagisce con una fake news

Il presidente del Consiglio italiano strappa un’intesa con tutti e 28 i Paesi: “L’Italia non è più sola”. Il presidente del Pd napoletano Ederoclite racconta un’altra storia: “Conte? Non ha ottenuto nulla, basta leggere il documento. Ormai gli stanno ridendo dietro”

in foto il premier Giuseppe Conte

BRUXELLES – Il premier Giuseppe Conte torna dal consiglio europeo con un risultato concreto: un documento sui migranti sottoscritto da 28 Paesi. “Da questo Consiglio – dice Conte – esce una Europa più responsabile e solidale, l’Italia non è più sola”. Il Pd cerca di riguadagnare consensi raccontando che invece è tornato con un pugno di mosche. Il Movimento Cinque Stelle spiega che “l’Italia non è più sola”, e il presidente del Pd metropolitano di Napoli, Tommaso Ederoclite, diffonde su internet un resoconto dettagliato del vertice nel quale addirittura gli altri presidenti avrebbero preso in giro il nostro Conte.

La ricostruzione dei Cinque Stelle, con il sottosegretario agli Esteri Manlio De Stefano

Manlio Di Stefano, deputato e sottosegretario di Stato presso il ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale: “Finalmente possiamo essere fieri del nostro governo. Ci hanno raccontato per decenni che fosse impossibile non dico risolvere ma persino migliorare la crisi migratoria. ‘In Europa non ci vogliono ascoltare’ ci dicevano. Forse perché era chiaro a tutti, in Europa, che i loro interlocutori italiani fossero dei bari, gente che andava a chiedere favori senza mettere sul tavolo nulla di concreto. Poi siamo arrivati noi, è arrivato il governo del cambiamento, e la musica è cambiata. Badate bene, non parlo del pugno duro, non parlo della chiusura dei porti, parlo della competenza. Dopo 5 anni di lavoro parlamentare la nostra proposta era già, di fatto, pronta. L’abbiamo affinata grazie alla meravigliosa squadra di governo che abbiamo creato e ai funzionari dei ministeri che non vedevano l’ora di poter lavorare seriamente con persone appassionate”.

“Chi mette piede in Italia, mette piede in Europa”

“A Bruxelles – continua Di Stefano – siamo quindi andati con un piano dettagliato e preciso e con la forza di chi sa che l’obiettivo è fondamentale e non può cedere prima di raggiungerlo. Così nasce questo straordinario successo sul piano immigrazione. Firmato da tutti i 28 Paesi europei. Il principio storico che viene introdotto è uno su tutti: chi mette piede in Italia lo mette in Europa e dall’Europa va gestito. A questo si aggiunge tanto altro, come il finanziamento del Fondo Africa per gli accordi bilaterali e i centri di protezione nei Paesi di transito. Ne parleremo nel dettaglio più avanti. Forza Presidente Giuseppe Conte, noi italiani siamo con te”. Tutti, tranne il Pd.

La versione del Pd: Conte deriso

La ricostruzione diffusa ieri in rete dal presidente del Pd di Napoli Tommaso Ederoclite vede un premier Conte deriso al tavolo del consiglio europeo. Ad un certo punto il presidente del Consiglio avrebbe detto di non voler firmare l’accordo perché, essendo un professore di legge, sa bene che se si firma una risoluzione vale per tutti i punti in esso contenuta. Altri due premier, di Svezia e Bulgaria, gli avrebbero risposto che la loro esperienza è invece, rispettivamente, di saldatore e di vigile del fuoco, e che non era quello il modo di condurre un negoziato. Naturalmente questa è la versione che piace di più al Pd (evidentemente composto da gente che si sente meno italiana è più svedese, o bulgara).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome