Serie A, noia tra Chievo e Genoa. Di Carlo: “Ce l’abbiamo messa tutta”. Prandelli: “Troppa paura”

Le dichiarazioni a fine gara dei due allenatori

Foto Paola Garbuio/LaPresse

VERONA – “Una partita difficilissima contro un Genoa chiuso molto bene e che non ci ha concesso spazi. Dovevamo giocare in modo più veloce e spingere più con i terzini. Ne è venuta fuori una partita bloccata, noi ci abbiamo provato ma loro sono stati bravi a tenere duro”. Così Domenico Di Carlo, allenatore del Chievo, commenta ai microfoni della tv del club il pareggio senza reti contro il Genoa. “Abbiamo messo tutto l’ardore e la voglia per provare a vincere, ci abbiamo creduto e devo ringraziare i tifosi che ci hanno sostenuto”, ha aggiunto. “Oggi ci sono mancati tremendamente Giaccherini e Pellissier, i giocatori più importanti per noi. Ce l’abbiamo messa tutta, ma con un gioco meno fluido. Ci prendiamo lo 0-0, sapendo di dover migliorare e che non dobbiamo mollare di un centimetro. Prima o poi arriverà anche la vittoria”, ha concluso Di Carlo.

Le dichiarazioni di Cesare Prandelli

“Siamo stati in partita, abbiamo messo voglia e avuto delle opportunità. Serviva più lucidità nell’ultimo passaggio, ma era un campo difficile”. E’ l’analisi di Cesare Prandelli, allenatore del Genoa, dopo il pareggio a reti inviolate in casa del Chievo che contribuisce ad allontanare ulteriormente i rossoblù dalla zona calda. “Sono contento per la continuità dei risultati ma una sana paura c’è ancora, dobbiamo stare attenti”, ha spiegato il tecnico ai microfoni di RadioRai. “Bessa trequartista? Cambierò sempre, i giocatori hanno determinate caratteristiche, i sistemi di gioco devono valorizzarli. Oggi siamo mancati nella profondità ma i ragazzi stanno lavorando, possiamo migliorare”, ha aggiunto.

Serie A, tra Chievo e Genoa vince la noia: è 0-0 al Bentegodi. Finisce con un pareggio ad occhiali la sfida fra il Chievo ed il Genoa. Ed è un risultato che la dice tutta su una partita che ha visto le emozioni con il contagocce e dove la noia l’ha fatta da padrona per larghi tratti.

Serie A, l’avvio del match è di marca clivense

L’avvio del match è di marca clivense. Con l’undici di Di Carlo che guadagna metri di campo e prova ad impensierire la retroguarda avversaria con traversoni dalle fasce. Stepinski si muove molto ma non riesce mai ad anticipare il diretto marcatore per andare a colpire di testa sui cross. I liguri si vedono al quarto d’ora. Quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo una conclusione di Rolon da posizione interessante viene murata da un avversario.

Il gioco è spesso spezzettato dai fischi dell’arbitro. Costretto ad intervenire per le numerose scorrettezze. Così di conclusioni se ne vedono davvero poche. E soprattutto sono sempre troppo deboli e centrali, come quella al trentaduesimo di Jaroszynksi che viene parata senza nessuna difficoltà da Radu.

Il ritmo è tutt’altro che alto. La gara è piuttosto sonnolenta e la fotografia del primo tempo è la punizione negli ultimi minuti di Kiyine che l’estremo difensore genoano agguanta facilmente. All’intervallo lo zero a zero sembra inevitabile.

La cronaca della ripresa

Ad inizio ripresa ci prova ancora Kiyine su calcio di punizione ma stavolta la sua battuta è motlo più pericolosa e la sfera esce di pochissimo a portiere probabilmente battuto. Entrambi gli allenatori provano ad inserire forze fresche mandando in campo Lazovic e Dioussé, ma è il Chievo a provarci di più, come quando al diciottesimo Hetemaj lascia partire un tiro potente ma fuori misura.

Al ventiduesimo buon contropiede del Genoa, con Sanabria che va via velocissimo ma non riesce ad angolare il suo tiro favorendo la parata di Sorrentino, ma la vera occasione è tre minuti dopo quando Kouamé salta più in alto di tutti su un calcio d’angolo ma pur impattando bene manda di pochissimo alto sopra la traversa.

Alla mezz’or altri cambi, con Di Carlo che inserisce Djordjevic per Rigoni rendendo la squadra più offensiva e Prandelli che ricorre all’esperienza di Pandev richiamando Sanabria, ma la musica non cambia e sono sempre le due difese ad avere la meglio in quasi tutti i duelli con gli attaccanti avversari. Nei minuti finali l’unico sussulto è un calcio di punizione per il Chievo giusto qualche centimetro al di fuori dell’area di rigore, con Piazon che in pratica entra dalla panchina proprio per batterlo, ma il suo sinistro viene respinto con i pugni da Radu. Con questo punto i clivensi arrivano finalmente alla doppia cifra di punti in campionato ma rimangolo desolatamente ultimi in classifica con oramai le speranze di salvezza ridotte al lumicino, mentre il Genoa sale al tredicesimo posto con un vantaggio che oramai sembra abbastanza rassicurante sulla zona calda della graduatoria.

(LaPresse/Italia Media)

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