Affari e clan, la pista estera dei soldi. Nelle rotte degli Zagaria spunta Praga. Fari su Ottimo ed il legame con Capaldo…

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Filippo Capaldo ed Alfonso Ottimo
Filippo Capaldo ed Alfonso Ottimo

CASAPESENNA – Una rete di interessi che si spinge fino alla Repubblica Ceca e che, secondo i carabinieri del Ros, rappresenterebbe uno degli snodi delle attività economiche riconducibili ad Alfonso Ottimo. A tracciare queste trame imprenditoriali è stata l’inchiesta coordinata dai pm Andrea Mancuso e Maurizio Giordano della Dda di Napoli, un’attività investigativa complessa che ha portato a contestare all’imprenditore le ipotesi di impiego di capitali di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di beni ed estorsione, con l’aggravante di aver agito per agevolare il gruppo Zagaria, in particolare Filippo Capaldo e Carmine Zagaria, rispettivamente nipote e fratello del capoclan Michele Zagaria detto Capastorta.

Secondo la ricostruzione investigativa, Ottimo, uomo d’affari originario di Frignano, avrebbe svolto un ruolo chiave nel consentire al clan di investire risorse in attività economiche, tra cui esercizi commerciali e società, come il Jolly Market, con sede a San Marcellino, e la Isvec nel settore dei rifiuti. È in questo contesto che si inserisce la proiezione internazionale degli affari, con riferimenti costanti alla Repubblica Ceca.

Il materiale raccolto dai carabinieri evidenzia come già dal 2017 ci sarebbero stati contatti con ambienti economici legati a quel Paese. In particolare, viene richiamata una società con sede a Praga, formalmente intestata a un 55enne residente a Milano, ma ritenuta dagli investigatori uno dei possibili veicoli per operazioni economiche e finanziarie. La struttura societaria estera viene indicata come funzionale alla gestione di investimenti e alla possibile schermatura di beni.

Uno degli episodi più rilevanti riguarda una compravendita immobiliare a Caserta: secondo gli atti, l’operazione, formalmente riconducibile al 55enne milanese, sarebbe stata in realtà gestita nell’interesse di Ottimo. Le intercettazioni riportate nelle informative descrivono tensioni tra i soggetti coinvolti, con richieste di chiarimenti su somme di denaro e difficoltà nel definire l’assetto finale dell’operazione. In più passaggi si fa riferimento alla necessità di “sistemare” la vicenda, segno di una gestione tutt’altro che lineare.

Il collegamento con la Repubblica Ceca emerge anche sul fronte operativo. Gli investigatori segnalano la disponibilità, da parte di Ottimo, di autovetture con targa ceca, riconducibili a società di noleggio con base in quel Paese. Le conversazioni intercettate documentano una gestione diretta dei mezzi, con indicazioni su utilizzo e percorrenze, elemento che rafforzerebbe – secondo l’accusa – l’esistenza di rapporti strutturati con realtà economiche estere.

Particolarmente significativo è poi il ruolo dei fratelli Capaldo. Le carte descrivono contatti e interlocuzioni che si sviluppano anche oltre i confini italiani, con la Repubblica Ceca che compare come punto di riferimento per affari, investimenti e gestione di beni. In questo scenario, i legami tra Ottimo e l’entourage del clan si intrecciano con una rete più ampia, in cui i Capaldo avrebbero rappresentato un collegamento stabile tra le attività locali e le proiezioni internazionali.

Affiorano inoltre rapporti con altri soggetti coinvolti nell’inchiesta, tra cui un imprenditore indicato negli atti come figura di raccordo nelle dinamiche economiche. Anche in questo caso, la Repubblica Ceca viene citata come contesto di operazioni e contatti, rafforzando l’ipotesi di un sistema capace di muoversi su più livelli.

Nel complesso, il materiale investigativo – ancora oggetto di valutazione giudiziaria – delinea un modello operativo che, secondo l’accusa, si fonderebbe sull’utilizzo di società estere e prestanome per la gestione di capitali e beni. La Repubblica Ceca, in questo quadro, non appare come un riferimento occasionale, ma come uno dei principali snodi di una rete economica più ampia, funzionale – sempre secondo l’impostazione accusatoria – a sostenere e sviluppare gli interessi del gruppo Zagaria.

L’indagine, in cui viene tracciata questa tensione verso la Repubblica Ceca, aveva fatto scattare lo scorso mese 23 misure cautelari. Tra i destinatari di questi provvedimenti anche Ottimo e Capaldo, ma l’ordinanza è stata annullata dal Riesame. Gli indagati sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

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