Utility Italia: investimenti per reti e rinnovabili

32
Transizione energetica
Transizione energetica

Le aziende della filiera energetica italiana hanno programmato un’imponente ondata di investimenti per accelerare la transizione ecologica, con un focus strategico su fonti pulite, ammodernamento delle reti e sistemi di accumulo. È quanto emerge dal “Rapporto Utilities 2026”, realizzato dalla società di ricerca Agici in collaborazione con Accenture e Intesa Sanpaolo, e presentato durante la Cfo Utilities Conference di Milano.

Il rapporto ha analizzato un campione di grandi multiutility (A2A, Acea, Hera, Iren e altre), le quali nel corso del 2025 hanno investito circa 5 miliardi di euro. Sebbene il dato complessivo segni un calo del 14% rispetto al 2024, dovuto ad alcune operazioni straordinarie concluse l’anno precedente, gli investimenti organici sono in realtà aumentati del 10%. Questi fondi sono stati indirizzati principalmente verso energie pulite, reti, ambiente e settore idrico.

Per il futuro, queste aziende hanno delineato piani ambiziosi: sono previsti investimenti complessivi per 25 miliardi di euro entro il 2030. Di questi, circa 18 miliardi saranno spesi nel triennio 2026-2028, con la maggior parte delle risorse destinata alle reti (32%), alla generazione di energia (20%), al ciclo idrico (18%) e all’ambiente (15%).

Anche i principali gruppi energetici (come Enel, Edison e Alperia) hanno mostrato una forte spinta verso l’innovazione. Nel 2025, i loro investimenti hanno raggiunto quota 7,8 miliardi di euro, registrando un incremento del 16%. La quasi totalità delle risorse è stata allocata alle reti (67%) e allo sviluppo di impianti a fonti rinnovabili (18%), con un’attenzione crescente anche per le tecnologie di accumulo energetico.

I piani industriali di questi gruppi prevedono un’ulteriore accelerazione, con investimenti pianificati per circa 25,1 miliardi di euro nel periodo 2026-2028, che saliranno a quasi 29 miliardi se si estende l’orizzonte al 2030. La strategia futura conferma la centralità delle reti, a cui andrà il 44% dei fondi, e delle fonti pulite (20%).

Infine, gli operatori specializzati nella gestione delle reti (tra cui Snam, Terna e Italgas) hanno chiuso il 2025 con investimenti per 7,9 miliardi di euro, in crescita del 21% rispetto al 2024. I loro programmi futuri sono i più ingenti: circa 27 miliardi di euro sono già stanziati per il triennio 2026-2028, con una proiezione che raggiunge i 37 miliardi entro il 2031.

Dal punto di vista finanziario, le previsioni per il prossimo futuro indicano una crescita aggregata dei ricavi del 5% (a 74,7 miliardi di euro) per l’intero campione di aziende analizzate. L’utile netto aggregato dovrebbe salire del 2,5% a 6,4 miliardi. Tuttavia, si prevede un aumento dell’indebitamento finanziario complessivo del 15,4%, che porterà il totale a 66 miliardi di euro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome