Valli di Lanzo: un corso per il turismo nei boschi

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Turismo rigenerativo
Turismo rigenerativo

Le foreste non rappresentano soltanto un patrimonio naturale, ma costituiscono anche un’infrastruttura economica, un presidio climatico e uno spazio identitario. In questo scenario si colloca l’iniziativa del GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, che ha promosso un percorso di formazione dedicato al cosiddetto “turismo selvatico”, con un’attenzione specifica al selviturismo e al turismo rigenerativo.

L’obiettivo è stato definito con chiarezza: accompagnare la nascita e il consolidamento di attività turistiche innovative capaci di esaltare le risorse forestali e locali, generando uno sviluppo in chiave sostenibile. Il programma si svolgerà tra maggio e ottobre 2026 e sarà realizzato con il supporto della PMI innovativa Walden srl, attraverso una formula mista che combinerà incontri online e momenti in presenza.

Il turismo rigenerativo segna un’evoluzione concettuale rispetto a quello sostenibile. Mentre quest’ultimo mira principalmente a ridurre l’impatto negativo delle attività dei visitatori, l’approccio rigenerativo punta a produrre benefici attivi per i luoghi visitati. Non si tratta solo di “fare meno danni”, ma di contribuire concretamente al miglioramento delle condizioni ecologiche, sociali ed economiche. Il viaggiatore non è più un semplice consumatore di paesaggi, ma diventa parte di un processo di cura e valorizzazione.

Questo modello offrirà opportunità concrete nelle aree rurali e montane: potrà favorire la diversificazione economica, ridurre la stagionalità dei flussi e stimolare la nascita di microimprese. Le attività potranno spaziare da esperienze immersive, come il “forest bathing”, a laboratori artigianali e agroforestali, intercettando una domanda crescente di esperienze autentiche.

Il progetto formativo si inserisce nel programma E-CHANGE, parte della Strategia PITER+ GRAIES ClimaLAB, finanziata da Interreg ALCOTRA nell’ambito del Programma Italia–Francia 2021–2027. Si tratta di un’iniziativa transfrontaliera che affronta le sfide socioeconomiche e ambientali delle aree alpine. In questo quadro, la formazione diventa uno strumento operativo per rafforzare la resilienza dei territori montani.

Il percorso si articolerà in circa otto appuntamenti, con un mix di lezioni a distanza e laboratori pratici. Sarà un vero e proprio processo di accompagnamento progettuale rivolto a professionisti, operatori economici, studenti e associazioni che intendono sviluppare o consolidare un’idea imprenditoriale. Particolare attenzione sarà dedicata a temi come business planning, organizzazione delle attività e costruzione di reti locali.

Il concetto di selviturismo richiama una fruizione consapevole degli ambienti naturali, un’esperienza immersiva che mette al centro la relazione tra visitatore, ecosistema e comunità. Le foreste delle Valli di Lanzo, con la loro biodiversità e le loro tradizioni, rappresentano il contesto ideale per iniziative che integrino escursionismo, educazione ambientale e filiere corte.

Prima dell’avvio del programma, sono stati previsti momenti di confronto pubblico. Un primo incontro si è tenuto a Lanzo Torinese, presso il Graies Hub, seguito da una presentazione online. Parallelamente, è stato attivato un questionario di manifestazione di interesse per calibrare i contenuti formativi sulle reali necessità dei partecipanti, in linea con la logica di co-progettazione del turismo rigenerativo.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della transizione ecologica delle aree montane. Se gestito in modo intensivo, il settore turistico può aggravare le pressioni ambientali. Se orientato alla rigenerazione, può invece diventare uno strumento di presidio e innovazione, trasformando il bosco nel cuore di una nuova visione territoriale.

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