Camminare senza scarpe, una pratica nota come ‘barefooting’, si è affermata come una filosofia di benessere che dalla Nuova Zelanda ha conquistato il mondo. L’idea di fondo è semplice: liberare il piede dalle costrizioni delle calzature per permettergli di percepire il terreno e muoversi in modo naturale.
I vantaggi per il corpo sono stati ampiamente documentati. Questa abitudine ha permesso a molte persone di ritrovare l’equilibrio posturale, distribuendo correttamente il peso e alleviando il mal di schiena. La muscolatura del piede si rafforza, un fattore che fin da bambini può aiutare a contrastare l’insorgenza dei piedi piatti.
L’impatto positivo si estende anche al sistema circolatorio. Con i piedi liberi, i muscoli pompano il sangue più efficacemente, migliorando la circolazione sanguigna e linfatica. Questo ha contribuito a prevenire problemi come gambe gonfie e la formazione di vene varicose.
Oltre ai benefici fisici, camminare a piedi nudi rappresenta una potente pratica antistress. Il contatto diretto con il suolo stimola le oltre 200.000 terminazioni nervose presenti sulla pianta del piede, generando un effetto rilassante che può migliorare l’umore e la qualità del sonno.
Alcuni studi hanno suggerito che questa abitudine possa rafforzare il sistema nervoso e persino quello immunitario, contribuendo a contrastare l’azione dei radicali liberi.
Per ottenere i massimi risultati, i luoghi ideali sono gli ambienti naturali. Passeggiare sull’erba di un prato, sulla sabbia in riva al mare o in un bosco pulito sono le scelte migliori. È fondamentale, però, iniziare gradualmente, con percorsi brevi, per poi aumentare la durata man mano che la muscolatura si adatta.
Anche l’ambiente domestico può essere un’ottima palestra, a patto che i pavimenti siano sempre puliti e asciutti.
La pratica del barefooting richiede attenzione. Sulla sabbia, il rischio è rappresentato non solo da frammenti di vetro, ma anche da pulci della sabbia o dalla dolorosa puntura della tracina, un pesce che si nasconde sotto la battigia.
Nelle aree verdi, soprattutto in presenza di erba alta, bisogna fare attenzione alla possibile presenza di zecche. È quindi essenziale ispezionare sempre i piedi dopo ogni passeggiata.
Esistono luoghi dove camminare scalzi è assolutamente sconsigliato. Tra questi rientrano le strade trafficate, i marciapiedi cittadini, i cantieri e le aree industriali, a causa del rischio di ferite e contaminazione.
È da evitare anche l’asfalto rovente in estate e le superfici ghiacciate in inverno. Infine, in luoghi pubblici come spogliatoi e docce, il pericolo principale è rappresentato dalle infezioni fungine.
La camminata a piedi nudi non è per tutti. La pratica è fortemente sconsigliata a chi soffre di patologie come tendiniti, alluce valgo, fascite plantare, artrite o altri problemi osteoarticolari. Anche le persone affette da diabete devono astenersi per l’elevato rischio di ferite ai piedi.













