Rondinone accoltellato davanti ad un bar a Caserta. Il figlio del defunto boss dei Belforte ferito alla testa

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Gennaro Rondinone ed il bar
Gennaro Rondinone ed il bar

CASERTA – Il noto imprenditore Gennaro Rondinone è ricoverato all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” dopo essere stato aggredito a coltellate ieri sera nei pressi del bar “Black Coffee” in largo Paglione, davanti all’ingresso della scuola di polizia. Intorno alle 19.30, un dipendente dell’ospedale di Caserta, non meglio identificato, si è scagliato contro di lui impugnando un coltello e sferrando fendenti alla testa e al collo, ferendolo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, che hanno fermato l’aggressore e lo hanno condotto in Questura. Qui è stato trattenuto e interrogato per un paio d’ore; nella tarda serata di ieri la sua posizione non era ancora stata definita. Rondinone, ferito alla testa e al collo, non è in pericolo di vita: per guarire dovrebbero essere necessari circa 20 giorni. Si procede per lesioni aggravate e porto d’arma abusivo. Sembra che tra i due vi fossero vecchi rancori, ma le circostanze sono ancora in fase di accertamento da parte della polizia.

Il nome dei Rondinone è tornato alla ribalta della cronaca nell’ambito delle vicende che hanno portato al commissariamento del Comune di Caserta (non legate all’episodio di ieri). Le indagini, partite nel 2021 e culminate con la messa in stato d’accusa di amministratori e dirigenti e con la caduta dell’amministrazione, hanno preso origine da accertamenti per reati di spaccio a carico di Antonio Rondinone, ritenuto vicino al clan Belforte ma non indagato in questo procedimento. Rondinone si sarebbe interessato a una possibile candidatura, a sostegno della coalizione di Marino, del figlio Gennaro, che a giugno 2024 risultava indagato a piede libero nell’inchiesta. In città circolavano voci insistenti di voto di scambio e i carabinieri avviarono verifiche per accertarne l’autenticità.

Secondo la tesi della Procura sammaritana, il futuro vicesindaco Emiliano Casale avrebbe ottenuto voti in cambio della promessa a Gennaro Rondinone di affidamenti di lavori per le scuole comunali. A tale scopo, Rondinone junior avrebbe costituito un’impresa individuale poco prima del voto. Il presunto patto elettorale si sarebbe concretizzato con l’affidamento di lavori alla scuola materna di Santa Barbara. Marzo avrebbe poi indotto gli imprenditori beneficiati ad acquistare materiale edile presso la propria azienda di famiglia, la Edil Marzo (di cui è socio al 50% e amministratore), con un conseguente incremento del fatturato dopo le elezioni.

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