Edilizia ecologica in Africa: costruire con il fango

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Terra cruda
Terra cruda

Costruire edifici utilizzando la terra cruda rappresenta una delle tecniche architettoniche più antiche dell’umanità. Questo metodo, ancora oggi ampiamente diffuso in diverse aree del continente africano, si è affermato come una risposta concreta alle esigenze abitative grazie alla sua sostenibilità economica e ambientale. La sua efficacia è legata all’uso di materiali reperibili in loco e a un’eccezionale adattabilità climatica.

Il processo costruttivo ha inizio con la preparazione di un impasto specifico. Si mescolano terra argillosa, acqua e fibre vegetali come la paglia. Quest’ultima ha un ruolo fondamentale: agisce come un’armatura naturale, prevenendo la formazione di crepe durante l’essiccazione e aumentando la resistenza strutturale del materiale, in modo simile al ferro nel cemento armato.

A differenza dei laterizi industriali, i mattoni in terra cruda non vengono cotti in fornace. L’impasto viene inserito in appositi stampi e i blocchi così formati sono lasciati essiccare al sole per diversi giorni. Questo processo naturale a zero emissioni è uno dei pilastri della sostenibilità di tale tecnica. Per l’assemblaggio dei muri, si utilizza lo stesso impasto fangoso come malta, creando una struttura monolitica e coesa.

Un esempio celebre di questa architettura è la Grande Moschea di Djenné in Mali, uno degli edifici in terra più imponenti al mondo. Lo stile costruttivo varia a seconda delle tradizioni locali. Tra i più noti vi è quello nubiano, originario della regione lungo il Nilo, che impiega la tecnica del ‘pisé’ o terra battuta: il fango viene compresso a strati all’interno di casseforme di legno fino a creare pareti solide e portanti.

I vantaggi di queste abitazioni sono molteplici e particolarmente rilevanti nel contesto della crisi climatica. La notevole massa termica delle pareti garantisce un comfort abitativo eccellente: gli interni rimangono freschi durante le ore più calde del giorno e rilasciano gradualmente il calore accumulato durante la notte.

L’impiego di materiali a chilometro zero abbatte i costi di trasporto e produzione, rendendo queste case accessibili anche a comunità con risorse limitate. Dal punto di vista ecologico, il bilancio è straordinariamente positivo, con emissioni di gas serra prossime allo zero. Anche la manutenzione è semplice ed economica, limitandosi spesso al ripristino annuale degli intonaci esterni. L’unico vero punto debole risiede nella vulnerabilità all’acqua: se non progettate e realizzate a regola d’arte, queste strutture possono subire danni in caso di piogge intense e prolungate.

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