Pogačar spegne il Tour: dominio totale sul Tourmalet

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Sport tennis
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Il dominio di Tadej Pogačar ha di fatto chiuso la contesa per la vittoria finale del Tour de France. La sua superiorità schiacciante, emersa sulle grandi salite, ha trasformato la lotta per la maglia gialla in una questione quasi archiviata, sollevando interrogativi sulla spettacolarità della corsa.

L’episodio decisivo è avvenuto durante la sesta tappa. Gli organizzatori avevano posizionato il Tourmalet lontano dal traguardo, con 40 km successivi, nella speranza di scoraggiare attacchi solitari e mantenere la gara aperta. Il tracciato era stato pensato per corridori “normali”, ma non per Pogačar. Lo sloveno ha attaccato in cima al Tourmalet, guadagnando un vantaggio che ha poi dilatato fino a 2 minuti e 38 secondi all’arrivo su Jonas Vingegaard, il suo rivale più diretto.

Thierry Gouvenou, il disegnatore del percorso, ha ammesso la sorpresa per l’esito della tappa. “Sapevamo che il Tourmalet sarebbe stato decisivo, ma non ci aspettavamo un distacco così grande”, ha dichiarato. Eppure, un precedente simile si era già verificato: l’intento di disinnescare la salita ha prodotto l’effetto contrario, rendendo la frazione proibitiva per tutti tranne che per il fuoriclasse della UAE.

A seguito di quell’azione, il divario in classifica generale è salito a oltre tre minuti, rendendo ironico lo slogan “Suspense fino alla fine” usato per presentare la corsa. Paradossalmente, l’attenzione si è spostata verso le tappe pianeggianti, considerate più avvincenti. Il velocista Biniam Girmay ha dato voce a questo sentimento: “Preferisco guardare gli sprint perché non sai chi vincerà. A volte trovo noioso anche io guardare un attacco solitario in montagna”.

Secondo l’eritreo, la lotta per la maglia verde è diventata più divertente di quella per la maglia gialla. Mentre Pogačar ha tentato di tenere viva l’attenzione parlando dei rischi corsi, come una borraccia finita sotto la sua ruota, la realtà è che ha spento la competizione in salita.

La corsa offre ancora l’adrenalina delle volate di gruppo, spesso risolte al fotofinish, o le storie di corridori come Baptiste Veistroffer, che cercano gloria in fughe da lontano. Per la vittoria finale, però, le grandi montagne in programma per l’ultima settimana rischiano di diventare una semplice passerella per il dominatore annunciato.

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