NAPOLI – La frattura tra gruppi criminali nei Quartieri Spagnoli ha segnato una nuova fase di tensione e violenza nel cuore di Napoli, riaccendendo dinamiche già note alle cronache cittadine ma con elementi che mostrano un ulteriore livello di degenerazione. Al centro della vicenda vi è la rottura tra il gruppo guidato da Salvatore Percich, che pare abbia sempre operato con il benestare dei Mazzarella, e le babygang del Pallonetto. Una separazione che si è consumata nella seconda parte del 2025 e che ha avuto conseguenze gravi sul territorio.
Secondo quanto emerso dalle informative dei carabinieri, le cause della spaccatura sarebbero riconducibili a due episodi distinti ma entrambi considerati estremamente gravi. Da un lato la sparizione di circa 100 grammi di sostanze stupefacenti destinati alle piazze di spaccio controllate da Percich, un ammanco che avrebbe alimentato sospetti immediati nei confronti dei giovani del Pallonetto. Dall’altro lato un episodio ritenuto ancora più offensivo sul piano personale e simbolico, ovvero la diffusione di video a contenuto intimo che ritraevano un 18enne appartenente alle babygang insieme alla figlia minorenne del boss, attualmente detenuto. Questo secondo episodio avrebbe rappresentato un vero e proprio punto di non ritorno.
L’offesa percepita avrebbe innescato una reazione violenta da parte di Percich che, secondo l’accusa, avrebbe deciso di punire il giovane ritenuto responsabile. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre sarebbe stato quindi ordinato un agguato armato in via Conte di Mola, dove il 18enne si trovava in auto insieme a Umberto Catanzaro, 22 anni, ex calciatore completamente estraneo agli ambienti criminali. L’azione armata si è tradotta in una sparatoria che ha colpito entrambi i giovani: il 18enne è rimasto ferito solo di striscio, mentre Catanzaro ha riportato ferite gravissime che ne hanno causato la morte dopo alcune settimane di ricovero in ospedale. La sua uccisione ha rappresentato uno degli aspetti più drammatici della vicenda, evidenziando come la violenza tra gruppi criminali finisca spesso per travolgere anche chi non ha alcun legame con tali contesti.
Nella stessa notte dell’agguato, la spirale di violenza ha trovato immediatamente una risposta. Il 18enne sopravvissuto all’attacco avrebbe infatti reagito gambizzando uno dei membri del commando responsabile della sparatoria, un gesto che ha segnato l’inizio di una escalation senza tregua tra le due fazioni. Da quel momento le tensioni tra il gruppo di Percich e le babygang del Pallonetto non si sono più fermate, alimentando un clima di costante pericolo nei Quartieri Spagnoli.
Gli investigatori ritengono che la rottura abbia inciso profondamente sugli equilibri interni della zona, aprendo la strada a possibili ulteriori episodi di violenza legati al controllo delle piazze di spaccio e alla gestione delle attività illecite. Il coinvolgimento di giovanissimi in ruoli sempre più centrali rappresenta uno degli elementi più preoccupanti emersi dalla vicenda. Le babygang del Pallonetto appaiono sempre più strutturate e capaci di agire in maniera autonoma, spesso senza mediazioni o regole condivise, contribuendo a rendere il contesto ancora più instabile e imprevedibile.


















