Zanetti ricorda il Triplete: ‘Mourinho aveva ragione’

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Cronache sport calcio
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Javier Zanetti, oggi vicepresidente dell’Inter, ha aperto l’album dei ricordi in occasione di un evento a Budapest. L’ex capitano ha rievocato i momenti più significativi della sua carriera nerazzurra, a partire dall’impresa del 2010, l’ultima volta che una squadra italiana ha conquistato la Champions League.

Il pensiero è andato subito alla finale vinta a Madrid, che ha consegnato all’Inter uno storico Triplete. “È stata una notte magica, indimenticabile per noi e per i nostri tifosi”, ha raccontato Zanetti. “Abbiamo fatto la storia, resterà una delle notti più belle delle nostre vite”.

Le emozioni più intense sono arrivate al fischio finale, con le immagini di una Milano in festa. Quella vittoria ha rappresentato una liberazione al termine di una stagione faticosa, in cui ogni partita dell’ultimo mese è stata decisiva per la conquista del campionato, della Coppa Italia e infine della Champions League.

Il successo di quel gruppo, secondo Zanetti, poggiava su solide basi umane. “Eravamo prima di tutto un gruppo di uomini, con un grande senso di appartenenza e orgogliosi di difendere i colori dell’Inter in qualsiasi parte del mondo”.

La figura chiave è stata l’allenatore: “Avevamo un grande condottiero come José Mourinho. È stato lui a convincerci che vincere tutto era possibile, e aveva ragione”.

La conversazione si è poi spostata sul suo lungo percorso all’Inter, iniziato nell’estate del 1995. “Quando sono arrivato speravo di rimanere il più possibile, ma non mi sarei mai immaginato che quella sarebbe stata la prima di 858 gare con la maglia nerazzurra”.

Un legame che va oltre il campo. “Per me questa società è una famiglia e lo sarà sempre”, ha affermato l’ex capitano. “Il rapporto va oltre la questione professionale, ma abbraccia il sentimento mio e dei miei familiari. Mi auguro di poter continuare e di avere tanti altri successi”.

Zanetti ha anche rivelato che la sua idea dell’Inter prima di arrivare in Italia proveniva dai racconti della madre, tifosa dell’Independiente, sulle finali di Coppa Intercontinentale del 1964 e 1965. Questa connessione profonda ha rafforzato la sua decisione di non lasciare mai il club.

“Nel corso degli anni sono arrivate richieste da club importanti, ma per me ha sempre prevalso come mi trovavo all’Inter. Ero felice in nerazzurro, anche nei momenti in cui non si vinceva, e mi piaceva rappresentare il club”.

Non sono mancati aneddoti sui compagni di squadra, con Maicon e Taribo West definiti “i più pazzi” per la loro allegria contagiosa, in contrasto con la proverbiale serietà di Ivan Cordoba. Zanetti ha concluso sottolineando il rapporto speciale che lo lega ancora oggi alla squadra del Triplete: “Abbiamo ancora una chat, siamo tutti fratelli. Con quel gruppo ci sarà sempre un legame molto importante”.

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