Dj set in via Ferrante a Caserta, ignorati gli appelli inviati dai residenti

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Via Ferrante
Via Ferrante

CASERTA – Una voce nel deserto quella del Comitato vivibilità che continua a segnalare senza riscontri gli schiamazzi notturni nelle zone della movida. Da diverse settimane il presidente del Comitato Rosi Di Costanzo invia al comando di polizia locale messaggi per Posta elettronica certificata chiedendo di intervenire su un locale in via Ferrante, ma non sembra che queste segnalazioni abbiano portato a controlli.

Nei messaggi viene evidenziato il “problema di inquinamento acustico a cui sono sottoposti i residenti del centro storico, in particolare in via Ferrante, a causa dell’attività musicale che tutti i fine settimana, a volume altissimo, viene svolta dall’esercizio”. Il locale, si legge ancora nelle note di Di Costanzo, apre alle 21, la musica diffusa a volume molto elevato inizia intorno alle 22 e fino alle 4 del mattino, “arreca notevole disturbo alla quiete pubblica e alla salute dei residenti”. Alle note sono allegate le locandine che annunciano i dj set.

Di Costanzo, a nome del Comitato, chiede di verificare se per questi eventi “l’esercizio sia in possesso di tutte le autorizzazioni e dei permessi necessari”. Il problema della movida ha tenuto banco anche nella recente audizione della commissione parlamentare per la Sicurezza delle città, tenuta in Prefettura.

Il questore Andrea Grassi ha dichiarato che “su Caserta siamo veramente in difficoltà” perché nell’intera area “della movida – o della malamovida – che è il centro di Caserta, tre o quattro strade e due piazze, non c’è il sistema di videosorveglianza”. I controlli hanno evidenziato una “sottovalutazione” della sicurezza da parte di “alcuni locali dediti alla somministrazione del divertimento, e non solo”.

Secondo il viceprefetto Daniela Caruso, commissario straordinario del Comune, “la movida è causata da locali che sono stati autorizzati a somministrare alimenti e bevande e che, come a Crans-Montana, fanno ben altro. Sono locali non iscritti a Confesercenti, alle associazioni di categoria. Le associazioni di categoria, attraverso i protocolli con le Prefetture, attraverso la collaborazione con le istituzioni, si comportano bene. Ma fino a quando, se altri locali che non sono controllati adeguatamente gli sfilano il budget?”.

Il Comune, ha aggiunto Caruso, “ha una sala operativa che chiude a mezzanotte, quando la movida si svolge fino alle quattro della mattina, e chi abita in centro lo sa”. E molti progetti per installare videocamere in città sono stati sabotati, perché “nessuno vuole essere filmato”.

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