Rangnick chiude al Milan: “Volevo certezze subito”

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Cronache sport calcio
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Ralf Rangnick ha messo un punto definitivo alle voci che lo accostavano alla panchina del Milan. Il commissario tecnico della nazionale austriaca ha chiarito i motivi che hanno portato all’interruzione della trattativa con il club rossonero, spiegando la sua scelta di proseguire il lavoro con la selezione che guiderà ai prossimi Campionati Europei.

In un’intervista rilasciata al portale austriaco Krone, l’allenatore tedesco ha ricostruito le tappe della vicenda. “Tre settimane fa c’è stato un primo contatto e si sono tenuti dei colloqui”, ha confermato Rangnick. Durante questi dialoghi, ha subito messo in chiaro una condizione per lui imprescindibile: ottenere una risposta definitiva, in un senso o nell’altro, prima dell’inizio del torneo continentale.

Una richiesta dettata dalla volontà di garantire massima trasparenza e concentrazione a tutto l’ambiente austriaco: “Ho chiarito fin dall’inizio che volevo avere chiarezza prima dell’inizio degli Europei, per me, per la squadra, per il Paese, per la Federcalcio e per i miei giocatori”.

Il negoziato, tuttavia, non è arrivato a una conclusione positiva proprio per la mancanza di questa condizione. Alla domanda sul perché l’accordo sia saltato, la risposta di Rangnick è stata netta: “Non c’era ancora chiarezza”. Una frase che suggerisce un’indecisione o una mancanza di una proposta strutturata da parte della dirigenza milanista, elementi che hanno spinto il tecnico a chiudere la porta.

Di conseguenza, Rangnick ha scelto la via della continuità, prolungando il suo contratto con la Federcalcio austriaca. Una decisione che ha descritto come ponderata e soddisfacente. “Ho detto fin dall’inizio che il rinnovo è una decisione di principio in cui hanno influito molti fattori”, ha spiegato, sottolineando come anche la conferma del suo staff tecnico abbia giocato un ruolo cruciale.

“Per questo ora posso dire con grande soddisfazione che rimanere in carica è la decisione giusta”, ha aggiunto l’allenatore. Ha poi ribadito l’importanza della lealtà verso il suo gruppo di giocatori. Sebbene fosse convinto che la squadra non avrebbe risentito di una sua decisione post-Europeo, ha preferito agire con anticipo per fugare ogni dubbio. “È un bene che ora ci sia chiarezza per tutti. Se non mi sentissi a mio agio, non sarei più qui da due anni. Tutta questa faccenda mi sta davvero a cuore”, ha concluso, sigillando il suo impegno con l’Austria.

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