Rovereto: nessuna prova di aggressione da un lupo

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Comunicazione responsabile
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Non esistono elementi oggettivi che permettano di attribuire a un lupo l’aggressione denunciata da un giovane a Rovereto. La precisazione è arrivata dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, in seguito alla diffusione della notizia.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, un ragazzo sarebbe stato ferito al volto da un grande animale, da lui identificato come un lupo, mentre passeggiava con il suo cane nell’area del “Bosco della città”. La ricostruzione riferiva che il giovane, dopo l’episodio, sarebbe tornato a casa e successivamente trasportato in ospedale per le cure.

La presa di posizione delle istituzioni ha trovato eco in quella di numerose associazioni ambientaliste e animaliste del territorio: ENPA del Trentino, Io non ho paura del lupo APS, LAV Trentino, LIPU e WWF Trentino-Alto Adige/Südtirol. In una nota congiunta, le organizzazioni hanno chiesto ai media maggiore responsabilità e rigore nel trattare notizie che coinvolgono i grandi carnivori.

Le associazioni hanno sottolineato come, negli ultimi tempi, la stampa locale abbia dato risalto a diversi episodi simili, spesso presentati come attacchi da parte di fauna selvatica senza che vi fossero riscontri oggettivi. Tra gli esempi citati figurano il presunto morso nel parco di Rovereto, i graffi riportati da una donna in Val di Rabbi e un precedente presunto attacco di orso nel Bleggio, per il quale non sarebbero mai emerse conferme.

“Si tratta di episodi estremamente delicati che richiederebbero un approccio rigoroso, fondato su verifiche puntuali, analisi tecniche e riscontri oggettivi”, hanno affermato le associazioni. Al contrario, secondo i firmatari, notizie non verificate rischiano di essere diffuse con toni allarmistici, basandosi unicamente sulle dichiarazioni delle persone coinvolte.

La critica si è concentrata in particolare sull’uso di titoli sensazionalistici. Le organizzazioni hanno definito “irresponsabile” questo tipo di narrazione, poiché alimenta paura e tensione sociale, compromettendo un dibattito sulla convivenza che dovrebbe invece fondarsi su dati scientifici e competenze specifiche.

La convivenza con i grandi carnivori, hanno aggiunto, rappresenta una sfida complessa che esige un’informazione corretta e supportata da evidenze. Per questa ragione, hanno chiesto che ogni notizia destinata al pubblico sia verificata, contestualizzata e approfondita prima della sua pubblicazione.

In conclusione, i firmatari hanno lanciato un appello a giornalisti e operatori dell’informazione per ristabilire un approccio più rigoroso. Hanno inoltre avvertito che, in assenza di un cambiamento, si riservano di valutare ulteriori iniziative, anche presso l’Ordine dei Giornalisti, per tutelare una corretta informazione alla comunità.

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