NAPOLI – Un pomeriggio di fuoco e apprensione alle pendici del Vesuvio. Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, si è levata nel cielo di Somma Vesuviana nel pomeriggio di oggi, 19 aprile 2026, segnalando un vasto incendio divampato in una zona boschiva del Parco Nazionale. L’allarme, scattato immediatamente, ha messo in moto la complessa macchina dei soccorsi e ha portato alla convocazione d’urgenza di un vertice in Prefettura per gestire l’emergenza.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha prontamente istituito una riunione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) per fare il punto della situazione e orchestrare le operazioni. Attorno al tavolo, figure chiave per la gestione della crisi: il Commissario Straordinario del Comune di Somma Vesuviana, Ida Carbone, insieme ai massimi rappresentanti della Protezione Civile regionale e del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Un segnale inequivocabile della gravità della situazione e della necessità di un’azione sinergica e tempestiva.
Durante il vertice, è stato il Commissario Carbone a fornire il primo, dettagliato resoconto dal fronte del fuoco. L’incendio, ha spiegato, si è sviluppato in un’area prettamente boschiva, fortunatamente lontana da centri abitati e infrastrutture civili, scongiurando così, almeno per il momento, la necessità di evacuazioni. La criticità, tuttavia, risiede nella natura stessa del rogo, che si è manifestato con due distinti focolai. Mentre uno è stato rapidamente circoscritto dalle squadre a terra, il secondo si è rivelato da subito ben più insidioso. Quest’ultimo, infatti, sta divorando la vegetazione in una zona particolarmente impervia e scoscesa, inaccessibile ai mezzi terrestri.
Proprio per domare questo fronte di fuoco, si è reso indispensabile l’intervento aereo. Un elicottero della Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) è stato dispiegato sull’area, effettuando ripetuti lanci d’acqua mirati nel tentativo di soffocare le fiamme dall’alto e arrestarne l’avanzata. Un lavoro difficile, ostacolato dalla morfologia del terreno e dal vento.
Nel frattempo, a terra, la battaglia contro il fuoco non conosce sosta. Due squadre di soccorso della Protezione Civile regionale, composte da volontari specializzati nella lotta agli incendi boschivi, stanno operando senza sosta. Le loro azioni sono coordinate direttamente dal DOS, il Direttore delle Operazioni di Spegnimento regionale, figura esperta che dal campo dirige la strategia di contenimento. A queste forze si sono aggiunte diverse squadre dei Vigili del Fuoco, che stanno lavorando in stretta sinergia per creare varchi tagliafuoco e bonificare le aree già colpite per prevenire possibili riaccensioni.
La situazione, come confermato dalla Prefettura al termine della riunione, resta di massima allerta e sarà attentamente monitorata ora per ora, fino al completo spegnimento del rogo. L’esito finale delle complesse operazioni sarà comunicato congiuntamente dalla SORU e dai Vigili del Fuoco, unici titolati a dichiarare la fine dell’emergenza. Mentre gli eroi del soccorso lottano contro le fiamme per proteggere il prezioso patrimonio naturalistico del Vesuvio, resta l’incognita sull’origine dell’incendio. Una volta domato il fuoco, spetterà alle autorità competenti avviare le indagini per accertare se dietro questo disastro ambientale si nasconda la mano criminale di un piromane o una tragica fatalità.

















