ADRARA SAN MARTINO – Un incubo di violenze domestiche, minacce e paura, durato mesi e consumatosi troppo a lungo tra le mura di casa. A porre fine a una spirale di terrore che vedeva come vittime una donna di 34 anni e il suo bambino di 9, sono stati i Carabinieri della Stazione di Sarnico, che nelle scorse ore hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In manette è finito un uomo di 57 anni, originario di Sarnico ma residente nel piccolo comune della Valcalepio, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, è scattata in seguito alla coraggiosa denuncia presentata dalla moglie dell’uomo, una casalinga di 34 anni di origine brasiliana. La donna ha trovato la forza di raccontare non solo le violenze subite in prima persona, ma anche quelle a cui era costretto ad assistere, e talvolta a subire, il figlio minore della coppia.
Secondo la meticolosa ricostruzione degli inquirenti, l’inferno familiare avrebbe avuto inizio nel dicembre del 2025. Da quel momento, il 57enne avrebbe dato il via a una serie ininterrotta di maltrattamenti. Il quadro descritto agli investigatori è quello di un’escalation di brutalità, alimentata da un grave abuso di sostanze alcoliche e aggravata da una condizione personale difficile, segnata da problemi di salute e dalla mancanza di un’occupazione. Gli insulti e le umiliazioni quotidiane si trasformavano troppo spesso in aggressioni fisiche e in agghiaccianti minacce di morte, proferite senza alcuna remora anche di fronte al figlio di 9 anni, costretto a vivere in un clima di costante terrore.
Con il passare dei mesi, la violenza dell’uomo si è fatta sempre più intensa e pericolosa. Il punto di non ritorno è stato raggiunto durante una delle ultime aggressioni, la più violenta, che ha costretto la donna a fuggire di casa e a cercare aiuto al pronto soccorso. I medici le hanno riscontrato diverse lesioni, giudicate guaribili con una prognosi di sette giorni, referto che è diventato un pezzo fondamentale del fascicolo d’indagine. In quell’occasione, le minacce si erano estese in modo esplicito e grave anche al bambino, convincendo la madre che non c’era più tempo da perdere.
Presa in carico dai Carabinieri, la vittima è stata immediatamente protetta. Grazie a una rapida ed efficace sinergia con i servizi sociali territoriali e con il centro antiviolenza locale, per lei e per il suo bambino è stato attivato un percorso di tutela che li ha portati in una struttura protetta, in località sicura e riservata.
Nel frattempo, l’informativa dettagliata dei militari di Sarnico è giunta sul tavolo della Procura di Bergamo. Vista la gravità dei fatti, la sistematicità delle violenze e il concreto pericolo di reiterazione del reato, il Pubblico Ministero ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’applicazione della misura più restrittiva. Il GIP, accogliendo la richiesta, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendola l’unica misura idonea a interrompere una condotta violenta ormai abituale e a prevenire conseguenze potenzialmente tragiche. L’uomo è stato quindi prelevato dalla sua abitazione e tradotto presso il carcere di Bergamo, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per madre e figlio, la fine di un incubo e l’inizio di un difficile, ma necessario, percorso per ritrovare la serenità.


















