Da una collaborazione tra l’Università Nazionale di Seoul, il MIT, Hyundai e Kia è nata una tecnologia rivoluzionaria: una pellicola trasparente che raffredda l’abitacolo dei veicoli senza usare elettricità. Questa innovazione risponde al problema del surriscaldamento delle auto esposte al sole, che costringe a un uso intensivo dell’aria condizionata e a un conseguente elevato dispendio energetico.
La nuova soluzione consiste in un film di raffreddamento radiativo da applicare ai finestrini. A differenza delle comuni pellicole oscuranti, che si limitano a bloccare la radiazione solare in entrata, questa tecnologia agisce su due fronti grazie a una sofisticata struttura multistrato. Mantiene una trasparenza superiore al 70%, essenziale per la sicurezza, riflette i raggi solari vicino-infrarossi (la principale fonte di calore) ed emette attivamente il calore accumulato all’interno verso l’esterno, sotto forma di radiazioni nel medio-infrarosso. Questo processo di dissipazione non richiede alcun consumo di energia.
L’efficacia della tecnologia è stata validata attraverso test rigorosi su veicoli reali in condizioni climatiche diverse, tra cui Corea del Sud, Stati Uniti e Pakistan. Le prove hanno dimostrato la capacità di abbassare la temperatura interna fino a 6 °C e di ridurre il consumo energetico per il raffreddamento di oltre il 20%. Inoltre, il tempo necessario per raggiungere una temperatura confortevole con l’aria condizionata accesa si è ridotto di 17 minuti.
L’impatto ecologico potenziale di questa innovazione, descritta sulla rivista *Energy & Environmental Science*, è notevole. Le simulazioni indicano che la sua applicazione su larga scala a tutti i veicoli passeggeri negli Stati Uniti comporterebbe una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 25,4 milioni di tonnellate all’anno, l’equivalente di 5 milioni di auto rimosse dalla circolazione.
Questa tecnologia si rivela cruciale soprattutto per i veicoli elettrici: minimizzando l’uso del climatizzatore, contribuisce in modo significativo a preservare l’autonomia della batteria. Secondo i ricercatori, si tratta della prima dimostrazione sperimentale dell’efficacia del raffreddamento radiativo trasparente in contesti automobilistici reali, un passo decisivo che apre la via alla produzione su larga scala.


















