San Severo: edicola abbandonata diventa un teatro

75
Cultura sostenibile
Cultura sostenibile

A San Severo, in provincia di Foggia, un simbolo del degrado urbano è stato trasformato in un faro di cultura e sostenibilità. Una vecchia edicola, chiusa e abbandonata da anni in via Tondi, ha riaperto i battenti non più per vendere giornali, ma per ospitare spettacoli teatrali. L’idea è della compagnia Teatro Foyer 97, guidata con visione e coraggio dal regista e direttore artistico Francesco Gravino.

Questo progetto di rigenerazione urbana rappresenta un esempio virtuoso di come sia possibile dare nuova vita a spazi dimenticati, combattendo il consumo di suolo e lo spreco di risorse. Invece di costruire un nuovo edificio, con il conseguente impatto ambientale, si è scelto di “riciclare” una struttura esistente, valorizzando il patrimonio urbano e riducendo l’impronta ecologica. La ristrutturazione, completata in sole due settimane, ha trasformato il piccolo chiosco in un micro-teatro intimo e perfettamente attrezzato.

L’operazione risponde a una duplice esigenza, come ha spiegato lo stesso Gravino. Da un lato, si è voluto contrastare il vuoto urbanistico e sociale lasciato dalla chiusura di tante edicole, un tempo punti di aggregazione e oggi spesso scheletri abbandonati nelle nostre città. Dall’altro, si è cercato di dare una nuova casa al teatro, un’arte che necessita di spazi innovativi per raggiungere un pubblico più vasto e diversificato, in particolare i giovani.

Il format è tanto semplice quanto geniale: il mini-teatro può accogliere solo sei spettatori alla volta, offrendo spettacoli della durata di circa quindici minuti che si susseguono nel corso della mattinata. Questa modalità “mordi e fuggi” abbassa le barriere psicologiche che a volte tengono le persone lontane dai teatri tradizionali, rendendo la cultura un’esperienza accessibile, quasi casuale, un incontro inaspettato nel tessuto della vita quotidiana.

Il repertorio spazia dai grandi classici a nomi contemporanei, dimostrando che la qualità non dipende dalle dimensioni del palco. Sul piccolissimo proscenio si alterneranno opere di Goldoni, Cechov, Ibsen, ma anche testi di Comencini, Euripide, Winterson, Benni, Valerik e Gaber. Una programmazione ricca che mira a stimolare la curiosità e a dimostrare la vitalità intramontabile del linguaggio teatrale.

L’iniziativa di San Severo non è solo un evento culturale locale, ma un modello replicabile di sostenibilità sociale e ambientale. In un’epoca segnata dalla crisi dei piccoli esercizi commerciali e dalla necessità di ripensare le nostre città in chiave ecologica, trasformare un chiosco in un palco diventa un atto politico e poetico. Si dimostra che la cultura può essere il motore per recuperare spazi, rinsaldare comunità e promuovere un’idea di sviluppo che non lascia indietro nulla e nessuno.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome