Italia: un progetto per valorizzare i piccoli centri

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Borghi italiani
Borghi italiani

In Italia, il 70% dei comuni conta meno di 5mila abitanti, formando l’ossatura di un Paese che rischia di perdere parti vitali della sua identità. Questi 5.521 borghi, abitati da circa 10 milioni di persone, occupano il 54% della superficie nazionale e rappresentano un serbatoio fondamentale di biodiversità.

Tuttavia, molti di questi centri, soprattutto quelli montani, affrontano uno spopolamento progressivo e faticano a garantire servizi essenziali. L’abbandono minaccia di cancellare per sempre un inestimabile patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, spesso sconosciuto al turismo di massa che predilige le mete più celebri.

Per contrastare questa tendenza, Archeoclub d’Italia ha promosso l’evento nazionale “Primavera nei Borghi”. L’iniziativa ha proposto un ricco calendario di escursioni, visite guidate ed eventi culturali con l’obiettivo di riaccendere i riflettori su questi territori e sulla loro ricchezza.

«È un progetto che riproporremo anche per il 2026, per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni attraverso la promozione attiva dei tanti luoghi d’Italia che attendono solo di essere conosciuti», ha affermato Rosario Santanastasio, presidente nazionale dell’associazione. L’intento è valorizzare paesaggi, prodotti tipici e tradizioni secolari.

Il programma ha incluso trekking naturalistici tra boschi e paesaggi storici e visite nei centri antichi. Tra le numerose attività, si sono distinti il “Borgo delle Favole” a Scorrano, in Abruzzo, con i suoi murales che incantano famiglie e giovani, e i percorsi organizzati a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura.

In Campania, a Santo Stefano del Sole, i visitatori hanno potuto raggiungere il Belvedere della Gentilezza, affacciato sulla Valle del Sabato. Le Marche hanno partecipato con eventi a Corinaldo, Ripatransone e Castelsantangelo sul Nera, borgo simbolo della resilienza post-sisma. In Puglia, a Nardò, si sono tenuti itinerari accessibili tra masserie e natura, mentre in Sicilia le attività hanno coinvolto Gela, Butera e Paternò.

Nel Lazio sono state organizzate visite al borgo antico di Arpino e a quello di Hermada a Terracina. A Cava de’ Tirreni è stato inoltre presentato un innovativo percorso tattile per non vedenti nel Borgo Scacciaventi, a testimonianza di un approccio inclusivo.

«Valorizziamo i borghi come hub di arte, natura e storia. Anche i centri fantasma potrebbero diventare una Rete Museale Diffusa all’Aria Aperta», ha aggiunto Santanastasio. L’iniziativa guarda al futuro, immaginando questi luoghi non solo come memoria del passato, ma come una rete culturale viva e una risorsa strategica da proteggere e raccontare.

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