L’emergenza randagismo ha toccato un nuovo picco critico in Costiera amalfitana. I volontari della sezione locale dell’Enpa hanno lanciato un disperato appello in seguito al recupero di una cucciolata di sette gattini, trovati senza la madre e in condizioni drammatiche.
I piccoli, nati da pochissimi giorni, sono stati scoperti in una situazione di estrema vulnerabilità. “Ci ritroviamo ad affrontare l’ennesima crisi”, hanno raccontato i soccorritori. Il bilancio iniziale è stato tragico: uno dei cuccioli non è sopravvissuto al momento del ritrovamento, mentre altri due sono stati trovati con gravi infestazioni da larve di mosca, una condizione che richiede cure veterinarie immediate e intensive.
In questo scenario desolante, un gesto straordinario ha però acceso una piccola luce di speranza. I gattini superstiti sono stati affidati a una gatta che aveva recentemente perso la propria prole. La felina, spinta dal suo istinto materno, li ha subito accolti come se fossero suoi, iniziando ad allattarli e a prendersene cura. Questo evento ha rappresentato un aiuto insperato, garantendo ai piccoli il nutrimento e il calore materno fondamentali per la loro sopravvivenza nelle prime settimane di vita.
Tuttavia, questo singolo episodio positivo non nasconde la gravità di un problema sistemico. La situazione sul territorio è ormai fuori controllo. “Abbiamo gatte incinte, partorienti e cucciolate ovunque. Noi volontari siamo letteralmente allo stremo delle forze”, hanno spiegato dall’associazione. L’aumento esponenziale delle nascite, tipico della stagione primaverile ed estiva, si scontra con una cronica carenza di risorse, stalli e volontari.
L’associazione si trova a gestire un numero insostenibile di animali bisognosi, con spese veterinarie crescenti e strutture al limite della capienza. Per questo motivo, l’Enpa Costa d’Amalfi ha deciso di rivolgere un accorato appello a tutta la cittadinanza e ai turisti sensibili alla causa. “Non abbandonateci proprio adesso”, è il loro grido di aiuto. “Supportateci come potete, ma soprattutto considerate l’adozione”.
L’invito è concreto e urgente: in un momento in cui i rifugi sono saturi, l’unica vera soluzione per salvare queste vite è l’impegno diretto delle persone. Offrire una casa a un cucciolo o a un gatto adulto può fare la differenza tra la vita e la morte, alleggerendo il carico insostenibile che grava sulle spalle di pochi volontari e contrastando attivamente la piaga dell’abbandono.


















