Lanciano un monopattino dal ponte e feriscono una 67enne a Fuorigrotta: presi due minorenni

191
Il luogo dell’incidente al sottopasso Claudio a Fuorigrotta
Il luogo dell’incidente al sottopasso Claudio a Fuorigrotta

NAPOLI – Una follia senza senso, un gesto di una gravità inaudita che per poco non si è trasformato in tragedia. La polizia di Stato ha finalmente dato un volto e un nome ai presunti responsabili del lancio di un monopattino avvenuto lo scorso gennaio a Fuorigrotta, nei pressi dello stadio Maradona. Due giovanissimi, di 15 e 16 anni, sono stati raggiunti da un’ordinanza di collocamento in comunità: l’accusa è di tentato omicidio in concorso, aggravato dai futili motivi.

I fatti risalgono a una sera di gennaio, quando una donna di 67 anni, mentre transitava nel sottopasso Claudio in piazzale Tecchio, è stata travolta da un pesante oggetto piovuto letteralmente dal cielo. Stava passando lungo il sottopasso Claudio, a pochi passi dallo stadio Maradona. All’improvviso, dal cielo piove un monopattino, scagliato dalla cosiddetta piramide. Si trattava di un monopattino elettrico, lanciato dalla strada sopraelevata che sovrasta il sottopasso.

La vittima, colpita in pieno, ha riportato lesioni gravissime, venendo trasportata d’urgenza prima all’ospedale San Paolo e poi al Trauma Center del Cardarelli, dove ha lottato per la vita. Le indagini, condotte dalla Squadra (diretta da Mario Grassia) e dal commissariato San Paolo, si sono avvalse di un meticoloso lavoro di analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. I filmati hanno immortalato i due minori mentre, con freddezza, sollevavano il monopattino abbandonato sulla carreggiata superiore e lo lasciavano cadere nel vuoto da un’altezza di 10 metri.

Secondo gli investigatori, a incastrare i due adolescenti sono stati i rilievi tecnici della Polizia Scientifica. I dati riguardanti il peso dell’oggetto e l’altezza del volo hanno dimostrato scientificamente che l’impatto avrebbe potuto uccidere la donna sul colpo. La condotta è stata definita dagli inquirenti come “idonea a cagionare la morte”, configurando così l’ipotesi di omicidio mancato.

Ciò che più sgomenta gli investigatori e l’opinione pubblica è l’assoluta futilità del motivo: un gesto compiuto per pura noia o per una sfida insensata, che evidenzia una totale mancanza di considerazione per la vita umana. L’azione dei due giovani ha esposto una passante, in modo del tutto fortuito, a un rischio letale. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari e, sebbene la gravità degli indizi sia stata confermata dal GIP, i destinatari restano da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva. Resta, però, il segno profondo di una violenza urbana giovanile che non sembra conoscere confini.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome