CASTEL VOLTURNO – Un groviglio di cavi volanti, bypass artigianali e contatori manomessi. È questo lo scenario che si sono trovati di fronte i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone durante una mattinata di controlli ad alta tensione nel cuore di Castel Volturno. Un’operazione mirata, scattata all’alba di ieri tra via Vianelli e viale Bolsena, che ha smantellato una vera e propria rete parallela di distribuzione elettrica, interamente illegale e pericolosa, portando alla denuncia di cinque persone per furto aggravato.
Il blitz, condotto d’iniziativa dai militari dell’Arma, ha visto la partecipazione fondamentale dei tecnici specializzati di E-Distribuzione S.p.A., la società che gestisce la rete. Un’azione congiunta, nata da sospetti e da un’attenta attività di monitoraggio del territorio, che ha permesso di scoperchiare un sistema tanto ingegnoso quanto rischioso. Gli uomini in divisa, supportati dagli esperti, hanno seguito il percorso di fili scoperti e giunzioni precarie che, partendo direttamente dalla linea elettrica pubblica, si diramavano per alimentare diverse unità abitative della zona. Di fatto, gli appartamenti erano costantemente illuminati e alimentati a costo zero, bypassando completamente i contatori ufficiali e, di conseguenza, ogni forma di fatturazione.
Al termine di un meticoloso sopralluogo, che ha richiesto ore di lavoro per mettere in sicurezza l’area e documentare ogni singolo allaccio fraudolento, sono state identificate le persone ritenute responsabili. Si tratta di cinque cittadini di origine nigeriana, tutti maggiorenni e regolarmente residenti negli immobili oggetto del controllo. Per loro è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica competente. L’accusa è pesante: furto aggravato di energia elettrica. L’aggravante deriva proprio dalla natura fraudolenta del collegamento, realizzato con mezzi che ne hanno reso difficile l’individuazione.
Il danno economico per la società erogatrice è ingente, anche se non ancora quantificato con precisione. Si parla di un prelievo continuo, 24 ore su 24, che per mesi, se non anni, ha pesato sulle casse del gestore e, indirettamente, sulla collettività, poiché le perdite di rete vengono in parte socializzate sulle bollette degli utenti onesti. Ma oltre al danno economico, i Carabinieri e i tecnici hanno sottolineato l’altissimo profilo di pericolosità di tali impianti. Realizzati senza alcun rispetto delle norme di sicurezza, con materiali di fortuna e senza isolamenti adeguati, questi allacci rappresentavano una costante minaccia di cortocircuiti, incendi e folgorazioni, mettendo a repentaglio non solo gli occupanti degli appartamenti coinvolti, ma l’intero vicinato.
L’Autorità Giudiziaria, informata dettagliatamente dai Carabinieri della Tenenza locale, valuterà ora le singole posizioni per definire le responsabilità penali. Nel frattempo, l’operazione di ieri si inserisce in una più ampia strategia di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa che affliggono il litorale domizio. I controlli, assicurano dal Comando, proseguiranno senza sosta per ripristinare condizioni di legalità e sicurezza in un territorio complesso, dove il furto di energia è solo una delle molteplici facce di un degrado contro cui lo Stato continua a combattere.


















