Clan dei Casalesi, Raffaele Bidognetti uccise per errore il futuro cognato del fratello Aniello

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Raffaele Bidognetti ed Aniello Bidognetti
Raffaele Bidognetti ed Aniello Bidognetti

CASAL DI PRINCIPE – Tra le pagine più cupe e paradossali della storia criminale del clan dei Casalesi, l’omicidio di Giovanni Borrata occupa un posto di rilievo non solo per la brutalità dell’esecuzione, ma per le incredibili conseguenze interne che scossero la famiglia di Francesco “Cicciotto ‘e Mezzanotte” Bidognetti. Un delitto nato da un errore di persona che portò alla rottura di legami sentimentali e familiari ai vertici della cupola mafiosa.

I fatti, ricostruiti meticolosamente dalle indagini della Dda e culminati in sentenze che hanno fatto piena luce sul ruolo degli esecutori, raccontano di un piano di morte studiato per colpire Matteo Tesorello. Tuttavia, a cadere sotto i colpi dei sicari fu l’innocente Giovanni Borrata. Secondo le risultanze processuali, l’agguato fu eseguito da Raffaele Bidognetti (figlio del boss Francesco), in concorso con Marcello Ferrara. I due avevano effettuato appostamenti per almeno un paio di giorni, monitorando la zona in cui risiedeva il loro vero obiettivo.

La sera del delitto, Borrata si trovava a bordo di una Mercedes proprio nei pressi dell’abitazione della sua fidanzata, situata nella medesima via di Tesorello. Fu proprio questa coincidenza logistica a risultare fatale: Raffaele Bidognetti, scambiando Borrata per il suo obiettivo, esplose un colpo micidiale con un revolver calibro 45 che attinse la vittima alla testa, uccidendola sul colpo. Marcello Ferrara ebbe il ruolo di autista, accompagnando Bidognetti sul luogo del delitto alla guida di una Fiat Punto verde, risultata rubata e procurata appositamente per la missione di morte.

L’uccisione di Giovanni Borrata non fu solo un errore tattico, ma un vero e proprio terremoto emotivo all’interno della famiglia Bidognetti. La vittima, infatti, non era un estraneo qualunque: era il fratello della fidanzata di Aniello Bidognetti, fratello dello stesso sicario Raffaele. L’omicidio determinò l’immediata rottura del fidanzamento di Aniello. La giovane compagna del rampollo dei Casalesi si trovò nella tragica posizione di dover piangere un fratello ucciso proprio dalla mano del cognato. Questo episodio creò una frattura insanabile, evidenziando come la ferocia del clan non risparmiasse nemmeno i legami di affinità più stretti, trasformando un banale errore di identificazione in un dramma familiare che segnò profondamente le dinamiche interne alla fazione Bidognetti.

Il procedimento penale ha sviscerato ogni dettaglio della partecipazione di Marcello Ferrara, accusato di concorso in omicidio aggravato dalle finalità mafiose. La posizione di Raffaele Bidognetti era già stata definita con una sentenza del 2012, ma i nuovi atti processuali hanno ribadito il ruolo fondamentale di Ferrara negli appostamenti e nel supporto logistico. Il reato contestato è quello di “aberratio ictus” (errore nell’esecuzione), previsto dall’articolo 82 del codice penale: quando per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione o per un’altra causa si cagiona offesa a persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta.

Nel caso di Borrata, la legge non fa sconti: la responsabilità resta piena, aggravata dalla premeditazione e dal metodo mafioso, poiché l’agguato rientrava in un medesimo disegno criminoso volto a imporre l’egemonia dei Casalesi sul territorio. Oggi quella vicenda resta a Casal di Principe come il monito di una stagione di sangue in cui la logica della violenza arrivò a divorare se stessa, spezzando vite innocenti e legami di sangue in un groviglio di errori e ferocia.

Il retroscena dell’omicidio del 1998 è contenuto all’interno dell’inchiesta che ha fatto luce anche sull’omicidio di Matteo Tesorello, delitto che ha portato all’arresto di Placido Tonziello, Armando Di Puoti e Raffaele Simonelli. Il delitto di Tesorello avvenne tra Villa di Briano e Frignano e fu portato a termine il 17 aprile di 22 anni fa: l’uomo fu ucciso e poi bruciato nel portabagagli della sua auto.

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