ERCOLANO – Un’impresa criminale a conduzione familiare, gestita tra le mura domestiche di un’insospettabile abitazione nel cuore del centro storico. È questo lo scenario che si sono trovati di fronte i carabinieri della locale stazione, che questa notte, al termine di una mirata attività investigativa, hanno fatto irruzione in un appartamento trasformato in una centrale dello spaccio.
Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba di oggi, 24 aprile 2026. I militari, dopo giorni di appostamenti e raccolta di informazioni, avevano individuato l’abitazione come un punto di riferimento per la vendita di stupefacenti al dettaglio. Quando hanno bussato alla porta, la reazione all’interno è stata immediata e disperata. Gli occupanti hanno tentato di disfarsi della prova schiacciante della loro attività illecita. Un pacchetto è volato giù dal balcone. I carabinieri, che avevano previsto una mossa simile, avevano già cinturato l’edificio e hanno recuperato l’involucro quasi istantaneamente.
All’interno, la sorpresa. A finire in manette è stato il capofamiglia, Vincenzo Dentale, 54enne. Con lui è stata arrestata anche la moglie, una donna di 57 anni incensurata. Nei guai è finita anche la figlia della coppia, una 35enne, anche lei incensurata. Per lei non sono scattate le manette, ma una denuncia a piede libero per il reato di favoreggiamento. Durante la successiva e meticolosa perquisizione domiciliare, i militari hanno infatti rinvenuto, nascosti all’interno del comodino della sua camera da letto, 205 euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività di spaccio delle ultime ore.
Il bilancio del sequestro è significativo. Il pacchetto lanciato dal balcone conteneva 57 grammi di hashish, già suddivisi in decine di dosi pronte per essere immesse sul mercato locale. Oltre alla droga e al denaro, i carabinieri hanno trovato e sequestrato anche tutto il materiale necessario per il confezionamento dello stupefacente: bilancini di precisione e ritagli di cellophane. Vincenzo Dentale e sua moglie sono stati trasferiti presso le camere di sicurezza della caserma, in attesa di comparire davanti al giudice per il giudizio di convalida.


















