NAPOLI – In settantamila, tra Napoli e Pompei, ieri hanno voluto abbracciare papa Leone XIV che ha scelto di visitare la cittadina mariana in occasione del primo anniversario dell’elezione al soglio pontificio. “Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante”: queste le prime parole pronunciate a Napoli, visitando la Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo. Sull’altare ha quindi sollevato l’ampolla con il sangue liquefatto e l’ha baciata.
Nel pomeriggio, dopo la visita a Pompei, il pontefice è stato in piazza del Plebiscito, dove dopo un lungo momento di festa-racconto di Napoli, ha preso la parola per raccontare le contraddizioni di una città – che egli stesso ha definito di “mille colori”, richiamando Pino Daniele -, le sue potenzialità per affidarla infine alla protezione della Madonna di don Placido che è venerata nella chiesa del Gesù Vecchio, nel centro storico. Nella piazza più grande di Napoli, cinta dal colonnato e dalla basilica di San Francesco, dopo il messaggio di benvenuto del sindaco Gaetano Manfredi, c’è stato anche l’abbraccio dei giovani, tantissimi quelli dei gruppi parrocchiali ma anche tanti arrivati alla spicciolata.
La piazza si è presentata colorata da migliaia di cappellini bianchi e gialli distribuiti dall’organizzazione, con il logo ufficiale scelto per la visita del Pontefice. Tra i vessilli che sventolano nel cuore di Napoli, spicca anche la bandiera della pace. E non è mancato un fuori programma gastronomico: in piazza Vittoria, Leone ha fatto fermare la Papamobile e si è fatto fotografare con la pizza dedicata a lui da Gino Sorbillo. In cattedrale il papa ha voluto parlare ai sacerdoti di Napoli e ha pregato nella cappella del tesoro.
Il Papa, al termine del suo intervento in Piazza del Plebiscito, legge la supplica scritta dal cardinale Mimmo Battaglia con la quale affida Napoli alla Madonna: “A te, Maria, affidiamo la nostra Napoli: la bellezza dei suoi vicoli e la fatica di chi non ce la fa, il grido di chi cerca dignità e il silenzio di chi ha paura. Ti consegniamo le mani dei nostri giovani, perché siano costruttori di un futuro che profuma di giustizia. Tu che hai conosciuto l’esilio e l’attesa, resta accanto a chi vive nelle periferie dell’esistenza, a chi non ha voce, a chi lotta contro l’illegalità con la sola forza di un cuore onesto. Insegnaci l’audacia della cura e il coraggio della prossimità. Aiutaci a non girare lo sguardo dall’altra parte, a trasformare le lacrime in impegno e le pietre dello scarto in fondamenta di fraternità. Ti affidiamo la Napoli dei quartieri, dove il caffè sa di fratellanza e il pane si divide ancora; ma anche la Napoli delle periferie, dove il buio sembra mangiarsi il futuro e il grido di chi non ha voce rompe il silenzio dei giusti”.
Il Papa ha incontrato Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito. Patrizia, in compagnia della figlia, ha incontrato Leone XIV nella Cattedrale: “A entrambe ha consegnato un rosario, che porterò a mio figlio” ha detto Patrizia.






