Mario Gila si è presentato ufficialmente come nuovo giocatore del Milan, mostrando grande entusiasmo per la sua nuova avventura. Il difensore spagnolo ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a scegliere il club rossonero, sottolineando il ruolo decisivo avuto dal tecnico Ruben Amorim.
“Mi ha chiamato e mi ha subito convinto”, ha affermato Gila durante un incontro con i tifosi. Il giocatore ha rivelato di aver avuto anche altri contatti importanti in passato: “Allegri e Tare mi volevano, poi le cose sono andate diversamente”. La telefonata dell’allenatore portoghese ha però cambiato le carte in tavola, convincendolo ad abbracciare il progetto del Milan.
Il feeling con la filosofia di gioco di Amorim è stato immediato. “Mi piace il suo calcio offensivo, anche se a volte per noi difensori può significare gestire situazioni difficili con molto campo alle spalle, ma questo mi esalta”, ha spiegato il difensore. Gila condivide pienamente la visione del suo nuovo allenatore: “Il calcio sta andando nella direzione dell’aggressività, bisogna seguire questo nuovo modo di approcciare le partite”.
Con grande sincerità, il giocatore ha parlato anche di un suo difetto su cui lavorare. “Quando sto giocando bene, a volte mi piaccio troppo ed esagero in qualche giocata. Devo essere psicologicamente equilibrato”, ha ammesso, dimostrando consapevolezza dei propri margini di miglioramento.
Il suo ambientamento a Milano procede spedito. Dopo un primo periodo trascorso a Milanello, Gila si trasferirà presto in una nuova casa in centro città, un passo che gli permetterà di “conoscere meglio una città che fino ad adesso ho visto poco”. Anche l’integrazione con i compagni è stata positiva. Ha legato in particolare con i giovani Camarda, Gabbia e Bartesaghi: “Mi hanno accolto benissimo. Hanno tutti grande potenzialità e la testa pronta”.
Più volte, parlando del club, Gila ha usato il concetto di “famiglia”, descrivendo un ambiente unito che va dai magazzinieri allo staff tecnico. Riguardo alla sua posizione in campo, ha espresso una preferenza per il ruolo di “braccetto” in una difesa a tre, “perché posso essere più aggressivo e arrogante”, ma ha confermato la sua versatilità: “Posso fare benissimo il centrale”, ruolo che ha già provato durante gli allenamenti.
Infine, Gila ha parlato delle ambizioni del club e dell’accoglienza ricevuta dalla dirigenza. “Sono venuto qui proprio perché c’è la volontà di tutti di crescere insieme e tornare a vincere”, ha dichiarato, riferendosi alla fiducia nel progetto di rilancio. Ha concluso menzionando Gerry Cardinale, numero uno di RedBird: “Come Ruben, era molto interessato a me e mi ha accolto subito il primo giorno a Milanello”.









