Italia: nasce la Rete delle Città Circolari

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Città circolari
Città circolari

Il 21 aprile 2026 è stata presentata a Genova la Rete Italiana delle Città Circolari, un’iniziativa promossa dal Comune ligure insieme a Italia Circolare. L’evento ha segnato un passaggio fondamentale: non più progetti isolati, ma la creazione di una struttura nazionale per coordinare politiche e strumenti per la transizione ecologica urbana.

L’obiettivo è stato quello di costruire una collaborazione stabile tra le amministrazioni per gestire la sfida della sostenibilità in modo misurabile. Le città rappresentano il fulcro delle sfide ambientali: secondo dati ONU, ospitano oltre metà della popolazione mondiale, producendo il 70% delle emissioni globali di CO₂ e consumando oltre il 60% dell’energia.

La transizione ecologica deve quindi partire dai contesti urbani. L’elemento più innovativo della Rete è il superamento della frammentazione che ha caratterizzato finora le iniziative di sostenibilità. Molti comuni hanno sviluppato progetti efficaci, ma spesso in modo isolato e senza una visione d’insieme.

L’intento è passare da una raccolta di buone pratiche a un sistema strutturato, dotato di una “grammatica comune” fatta di criteri condivisi per governare il cambiamento. A questa fase iniziale hanno aderito numerose amministrazioni, tra cui Roma, Torino, Firenze, Napoli, Parma, Perugia e Verona, dimostrando un’ampia partecipazione.

È stato coinvolto anche il Comune di Capannori, unico non capoluogo, scelto come progetto pilota europeo. La diversità dei partecipanti, da metropoli a centri medi, ha sottolineato come la circolarità sia un approccio adattabile a contesti differenti e non un modello rigido.

Le linee operative definite sono molto concrete. Verrà creata una piattaforma nazionale per la raccolta e l’analisi dei dati sulla circolarità, strumento essenziale per misurare l’efficacia delle politiche. Sarà inoltre promossa la condivisione sistematica delle migliori esperienze a livello nazionale e internazionale.

Un altro aspetto centrale sarà l’attivazione di sinergie tra i comuni su filiere strategiche come energia, rifiuti, acqua e infrastrutture. Lavorare insieme consentirà alle amministrazioni di accedere in modo più efficace a finanziamenti e programmi europei, aumentando le opportunità di sviluppo.

Al Forum hanno partecipato anche importanti realtà imprenditoriali come Ansaldo Energia e Iren Ambiente. Il messaggio emerso è che l’economia circolare non è solo una risposta ambientale, ma anche un fattore di competitività economica che crea valore ottimizzando le risorse.

Infine, si è discusso della necessità di integrare i sistemi urbani, gestendo materiali, acqua ed energia in modo sinergico. Questo richiede un cambiamento non solo tecnico ma anche culturale, che coinvolga i cittadini. Nei prossimi mesi, la Rete entrerà nella fase operativa con la definizione della governance e del suo Manifesto.

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