Una riflessione profonda, quasi inattesa, che potrebbe portare a una decisione clamorosa. Henrikh Mkhitaryan, centrocampista dell’Inter, sta seriamente valutando l’ipotesi di ritirarsi dal calcio giocato al termine della stagione in corso, una volta scaduto il suo contratto con il club nerazzurro.
Le sue dichiarazioni al termine della partita di campionato contro la Lazio hanno acceso i riflettori su questa possibilità. “Ho avuto una grandiosa carriera, sono felice di averla fatta e di aver giocato a pallone”, ha affermato l’armeno. “Sono contento di aver fatto parte dell’Inter e di essere un compagno di questi ragazzi, perché mi hanno allungato la vita calcistica”.
Un’analisi che suona quasi come un bilancio definitivo, accentuata da verbi coniugati al passato che non sono passati inosservati. Sebbene una decisione finale non sia ancora stata presa, queste parole suggeriscono che l’idea dell’addio sia più di una semplice ipotesi. Le valutazioni sono in corso, ma il tempo stringe: il suo legame con l’Inter si concluderà ufficialmente il prossimo 30 giugno.
Dal punto di vista societario, uno scenario probabile è quello della separazione. Il prossimo gennaio Mkhitaryan compirà 38 anni e la politica della nuova proprietà Oaktree sembra orientata a investire su profili più giovani, in un’ottica di sostenibilità e programmazione a lungo termine. Un rinnovo, per quanto meritato sul campo, andrebbe in controtendenza con questa linea strategica.
La scelta, tuttavia, appare in piena sintonia con il profilo del giocatore: intelligente, riservato e coerente. L’idea sarebbe quella di lasciare il calcio al massimo della forma, da protagonista, senza trascinarsi in una fase calante della carriera. Un modo per preservare l’immagine di un giocatore sempre determinante e per evitare di lasciare un ricordo sbiadito rispetto al suo reale valore.
Il paradosso è che Mkhitaryan sta vivendo un momento di forma straordinario. Nelle ultime due uscite di campionato ha segnato due gol consecutivi, prima contro il Parma e poi contro la Lazio, dimostrando di essere ancora un elemento imprescindibile per gli equilibri tattici di Simone Inzaghi. La sua lucidità in zona gol e la sua capacità di lettura del gioco rimangono di altissimo livello.
Prima di ogni decisione definitiva, però, c’è un ultimo, grande obiettivo da centrare. Mercoledì è in programma la finale di Coppa Italia, un appuntamento che l’armeno non vuole mancare. Il destino gli offre la possibilità di giocare una partita decisiva nello stesso stadio e contro la stessa avversaria a cui ha segnato solo pochi giorni fa.
Mkhitaryan si candida per un posto da titolare, in un ballottaggio aperto con il giovane Sucic, ma la sua esperienza potrebbe essere cruciale in una sfida secca. Conquistare un altro trofeo rappresenterebbe la chiusura perfetta di un cerchio e di una carriera ricca di successi, vissuta sempre ai vertici del calcio europeo.
Il suo percorso all’Inter è stato un crescendo. Arrivato tra un certo scetticismo, si è imposto come un pilastro del centrocampo, un giocatore capace di unire qualità e quantità, visione di gioco e inserimenti offensivi. La sua intelligenza tattica lo ha reso un fedelissimo di Inzaghi, che raramente ha rinunciato alla sua presenza nelle partite che contano.
Nelle ultime stagioni ha contribuito in modo significativo ai successi del club, dalla conquista dello Scudetto al raggiungimento della finale di Champions League. La sua capacità di adattamento e la sua professionalità sono state un esempio per i compagni più giovani. Ora, dopo le ultime fatiche stagionali, arriverà il momento della scelta: continuare per un’altra avventura o appendere gli scarpini al chiodo da vincitore. Il mondo del calcio attende, pronto a omaggiare la decisione di un grande campione.



