L’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale è giunta a un punto di svolta cruciale. Il pubblico ministero Maurizio Ascione, dopo mesi di lavoro, si appresta a definire le prossime tappe dell’indagine. Un incontro con il procuratore capo Marcello Viola farà il punto della situazione e traccerà la direzione futura, decidendo se procedere con nuove audizioni o concentrare gli sforzi su aspetti specifici già emersi.
Nelle scorse settimane, l’indagine è entrata in una seconda fase, focalizzata sull’ascolto di persone esterne all’Associazione Italiana Arbitri. Il pm Ascione ha sentito decine di arbitri e assistenti nei mesi precedenti, per poi convocare figure dirigenziali e del mondo dei media. Tra i convocati sono comparsi l’ex incaricato ai rapporti Aia-club Riccardo Pinzani, il dirigente della Lega Serie A Andrea Butti, l’addetto agli arbitri dell’Inter Giorgio Schenone, il designatore di Serie B Dino Tommasi, l’ex presidente Aia Antonio Zappi, il responsabile dell’ufficio legislativo Figc Giancarlo Viglione e il direttore di un quotidiano sportivo.
Da questi colloqui, tuttavia, non sarebbero emersi elementi considerati decisivi per l’inchiesta. Il fulcro dell’indagine riguarda l’ipotesi di frode sportiva a carico del designatore Gianluca Rocchi. L’accusa principale è quella di aver subito pressioni da parte dell’Inter nella scelta degli arbitri per alcune partite. Sotto la lente degli inquirenti sono finite in particolare le designazioni per Bologna-Inter della scorsa stagione e per la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan, partite peraltro concluse con una sconfitta per la squadra nerazzurra.
Le intercettazioni telefoniche, elemento chiave in molte inchieste sportive, non avrebbero rivelato minacce o condizionamenti espliciti paragonabili a quelli emersi nello scandalo di Calciopoli. Non risulterebbero contatti diretti tra dirigenti dell’Inter e il designatore Rocchi. Il lavoro della Procura si concentra quindi sulla ricostruzione di un quadro indiziario basato su testimonianze e conversazioni indirette.
Parallelamente, l’inchiesta approfondisce un altro filone legato alla gestione della sala Var. Rocchi e l’altro designatore Andrea Gervasoni sono indagati per essere intervenuti per influenzare le decisioni degli ufficiali di gara al video durante due partite della scorsa stagione, Udinese-Parma e Salernitana-Modena, episodi noti come le “bussate”.
Per quanto riguarda le tempistiche, il pm Ascione ha ottenuto una proroga per le indagini fino a novembre. L’obiettivo concreto, però, sarebbe quello di arrivare a una chiusura entro la fine di giugno o l’inizio di luglio. Questa accelerazione è legata al previsto trasferimento del magistrato ad un altro incarico a Roma. Una volta conclusa la fase penale, tutti gli atti saranno trasmessi alla Procura della Figc, che aprirà il fascicolo relativo alla giustizia sportiva.







