A 44 anni, Emanuele Calaiò continua a segnare, celebrando la promozione della Zeta Napoli dalla Terza alla Seconda Categoria. L’ex attaccante ha attribuito la sua straordinaria longevità sportiva e la sua mentalità vincente agli insegnamenti di Antonio Conte, suo mentore ai tempi del Siena.
Secondo Calaiò, il metodo del tecnico salentino è basato su un principio ferreo: “il lavoro paga”. Ha raccontato come gli allenamenti estenuanti sotto la guida di Conte gli abbiano fornito una base fisica di cui ha beneficiato per i successivi 4-5 anni di carriera. Un approccio che, a suo dire, ha regalato una seconda giovinezza anche a giocatori come Spinazzola e Juan Jesus.
La filosofia di Conte non punta a un calcio spettacolare come quello di Guardiola o Sarri, ma alla vittoria. Le sue armi sono la preparazione atletica e una mentalità inflessibile. “All’inizio si fa fatica con lui, ma da gennaio in poi si vola”, ha spiegato Calaiò, ricordando come le squadre del tecnico abbiano spesso una marcia in più nella seconda parte della stagione, come dimostrato nelle sue esperienze con Juventus, Inter e Chelsea.
Tra gli aneddoti più significativi, l’ex attaccante ha rievocato un episodio avvenuto a Siena. Prima della pausa natalizia, Conte si accorse che la squadra era troppo distratta dall’imminente settimana di vacanza prima di un’importante partita contro il Varese. “Vi vedo più euforici per le vacanze che per la partita. State attenti, o ci saranno brutte sorprese”, li ammonì.
La squadra perse quella partita per 1-0 su un campo innevato. A fine gara, il tecnico mantenne la parola: la settimana di vacanza fu annullata e sostituita da un ritiro punitivo a Messina, con inizio il 26 dicembre. Durante quel richiamo di preparazione, lo stesso Calaiò rischiò l’esclusione dopo aver fallito i test fisici, ma riuscì a convincere l’allenatore a concedergli una seconda possibilità.
Il carattere inflessibile di Conte emergeva in ogni situazione. L’ex attaccante ha ricordato di essere stato multato, insieme ad altri compagni, per aver fumato una sigaretta durante l’intervallo di una partita. La sua ossessione per la vittoria è tale, ha svelato Calaiò, da aver chiamato la figlia Vittoria. Un’impronta derivata anche dalla sua esperienza da giocatore sotto la guida di Fabio Capello.
In conferenza stampa, Conte ha sempre usato la comunicazione come uno scudo per proteggere la squadra, togliere pressione o destabilizzare gli avversari, spesso dichiarando il contrario di ciò che pensava per motivare il gruppo. “Quando sente tifosi e addetti ai lavori che vogliono fare i tecnici va in bestia”, ha commentato Calaiò.
La sua schiettezza, però, resta una costante. Ciò che dice ai media è lo stesso messaggio che consegna ai giocatori nello spogliatoio, senza fare distinzioni. In merito al futuro del tecnico, Calaiò si è sbilanciato: “Se dovessi dare una percentuale, 60% resta, 40% va via”. La sua permanenza a Napoli dipenderà da un incontro con il presidente De Laurentiis, in cui si discuterà di mercato, gestione della rosa e tetto ingaggi.









