TORRE ANNUNZIATA – Un pomeriggio che doveva essere di sport si è trasformato in un teatro di violenza urbana, culminato con un arresto e una denuncia. Il bilancio del post-partita di Savoia-Scafatese, incontro valido per il campionato di calcio e disputatosi ieri presso lo Stadio Giraud, è di un uomo di 56 anni in manette e di sua moglie deferita in stato di libertà. Entrambi dovranno rispondere delle pesanti accuse di lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso.
I fatti si sono svolti nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 13 maggio 2026, al termine di un derby sempre molto sentito dalle tifoserie locali. Mentre le squadre rientravano negli spogliatoi e il pubblico iniziava a defluire, gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Torre Annunziata, dispiegati in un massiccio servizio di ordine pubblico proprio per prevenire disordini, sono diventati il bersaglio di un’aggressione tanto improvvisa quanto violenta.
Secondo una prima ricostruzione, la scintilla sarebbe partita da una donna, poi identificata come la consorte del 56enne. Per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, la signora si è avvicinata a uno degli agenti e, dopo un breve alterco verbale, ha brandito l’asta di una bandiera che portava con sé, utilizzandola come un’arma impropria per colpire il poliziotto. L’intervento dei colleghi è stato immediato: la donna è stata prontamente bloccata e messa in sicurezza per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
È stato in quel preciso istante che la scena ha subito una drammatica escalation. Il marito della donna, un uomo di 56 anni, assistendo all’immobilizzazione della moglie, invece di tentare di placare gli animi ha reagito con furia cieca. Si è scagliato contro il cordone di agenti, urlando e spintonando, fino a quando non ha afferrato uno degli operatori per la divisa, strattonandolo con forza nel tentativo di liberare la consorte. La sua azione ha reso necessario un secondo intervento deciso da parte delle forze dell’ordine che, non senza difficoltà, sono riuscite a bloccare anche lui e a porre fine al parapiglia.
L’agente colpito con l’asta della bandiera ha riportato lesioni giudicate guaribili in pochi giorni, ma l’episodio resta di una gravità inaudita, testimoniando un clima di intolleranza che travalica il tifo sportivo.
Condotti entrambi presso gli uffici del Commissariato di Torre Annunziata per gli accertamenti di rito, al termine delle formalità la Procura ha disposto misure diverse per i due coniugi. Per il 56enne, autore materiale dello strattonamento e considerato il protagonista della resistenza più violenta, sono scattate le manette con l’accusa di lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’uomo è stato trattenuto in attesa del giudizio per direttissima. La moglie, invece, è stata denunciata a piede libero per gli stessi reati in concorso. Un triste epilogo per una giornata di calcio, che getta un’ombra preoccupante sulla sicurezza attorno agli impianti sportivi.










