NAPOLI – Una pistola pronta a sparare, nascosta addosso a un ragazzo che ha appena sedici anni. È la fotografia cruda e allarmante di un’altra notte di ordinaria follia nel centro di Napoli, dove l’offensiva dello Stato contro la criminalità si scontra con una realtà giovanile sempre più armata e pericolosa. L’ultimo episodio si è consumato nella tarda serata di ieri, sabato 16 maggio, quando gli agenti della Polizia di Stato hanno stretto le manette ai polsi di un adolescente, sorpreso con un’arma clandestina nel dedalo di vicoli del quartiere San Lorenzo.
L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di controllo del territorio, intensificati dalla Questura di Napoli proprio per arginare il dilagante fenomeno della detenzione e del porto abusivo di armi, una piaga che alimenta la violenza e miete vittime troppo spesso giovanissime. Stavolta, a finire nella rete della polizia sono stati gli uomini del Commissariato Decumani. Durante il loro pattugliamento, mentre transitavano lungo la storica via Duomo, la loro attenzione è stata catturata da uno scooter con a bordo un ragazzo il cui atteggiamento ha destato immediato sospetto.
Gli agenti non hanno esitato. Hanno intimato l’alt al giovane e hanno dato il via a un controllo che, in pochi istanti, ha confermato i loro timori. Dalla perquisizione personale è emersa una pistola semiautomatica calibro 6,35. Non un’arma qualsiasi, ma un’arma “fantasma”, con la matricola accuratamente abrasa per renderne impossibile il tracciamento e risalire alla sua provenienza. Un dettaglio che la qualifica come “clandestina” e che aggrava pesantemente la posizione del minore. A rendere la scoperta ancora più inquietante, il fatto che la pistola non fosse semplicemente nascosta, ma pronta all’uso: il caricatore era infatti rifornito con quattro cartucce, un chiaro segnale che non si trattava di un possesso casuale.
Di fronte a tali inequivocabili prove, per il 16enne sono scattate immediatamente le misure previste dalla legge. È stato dichiarato in stato di arresto con la pesante accusa di porto abusivo di arma clandestina. A questo si è aggiunta una denuncia a piede libero per il reato di ricettazione, conseguenza diretta della matricola abrasa, che presuppone un’origine illecita dell’arma stessa.
Dopo le formalità di rito, il ragazzo è stato condotto e affidato al personale della struttura di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria minorile. L’arresto solleva ancora una volta interrogativi angoscianti: cosa ci faceva un sedicenne armato e pronto a sparare nel cuore di Napoli? Era un corriere della camorra, un “cavallo” incaricato di trasportare l’arma, o si preparava a compiere un’azione criminale in prima persona? Domande che ora sono al centro delle indagini, mentre la città continua a fare i conti con i suoi figli perduti, adolescenti che sostituiscono i libri e i sogni con il freddo metallo di una pistola.








