Alberto Tomba, icona dello sci azzurro, si avvicina al traguardo dei sessant’anni, ma la sua energia e il suo carisma sembrano immutati. L’ex campione ha offerto una riflessione a tutto campo sulla sua vita, tra passato e futuro, mostrando un lato più consapevole e a tratti commosso, lontano dall’immagine dell’atleta sempre sopra le righe.
“Ogni tanto ne parlo con mia mamma in cucina e facciamo il conto degli anni che passano. A volte vivi di passato, di ricordi, ma devi rassegnarti: la vita è breve”, ha confidato l’ex sciatore, che ha scelto di trascorrere questa fase della sua vita lontano dai riflettori e immerso nella natura.
La sua quotidianità si svolge in campagna, un ambiente che ama fin da bambino. “Ho preso un casale in collina, mi occupo della sua gestione, poi torno a casa facendo 8 chilometri a piedi. Devo tenermi in forma”, ha raccontato. Da questa passione per gli immobili e per l’arredamento potrebbe nascere un futuro da imprenditore, un’attività che sta già esplorando in piccolo, forte del gusto per architettura e design sviluppato girando il mondo.
Lo sguardo di Tomba è rivolto con entusiasmo anche ai nuovi talenti che emozionano l’Italia. Su Jannik Sinner ha espresso grande ammirazione: “Jannik è un vincente. Lui ha provato lo sci e poi ha scelto il tennis, è come se vivesse la mia vita al contrario: lui tennista di montagna, io sciatore cittadino”, ha scherzato.
Un legame speciale lo unisce al giovane pilota Kimi Antonelli, anche lui bolognese. “Ci sentiamo, da poco ci siamo visti per un pranzo in riviera. Con quel nome era destinato a diventare un campione. Ora è in Mercedes, ma sono sicuro che in futuro arriverà in Ferrari”, ha previsto con fiducia.
Un momento di profonda commozione è emerso nel ricordo dell’amico Alex Zanardi. “Andai a trovarlo prima dell’incidente del 2001 e abbiamo legato. Quello che ha dimostrato è stato unico: la forza, la passione, la volontà. Dopo l’incidente, ha detto ‘aspetta, voglio provare altro’ e ha vinto quattro medaglie d’oro in due Paralimpiadi”, ha sottolineato.
Tomba si è detto particolarmente toccato durante il funerale di Zanardi, ascoltando un aneddoto sulla sua “teoria dei cinque secondi”. “Alex spiegò a due ragazzi incontrati in autogrill che nella vita si può sempre resistere cinque secondi in più, per capire se si possa fare qualcosa di più. Quei due giovani sono tornati a casa con un altro modo di pensare”.
Riguardo alla sua personalità, ha smentito l’immagine di eterno estroverso, definendosi timido agli inizi della carriera. “A 18 anni lo ero. Noi sciatori siamo montanari, introversi. Poi a 21 anni vinci le Olimpiadi e diventi un personaggio soggetto a critiche e pressioni dei media: è l’altra faccia della medaglia”.
Guardando al futuro dello sci maschile italiano, ha mostrato preoccupazione: “Al momento non vedo nessuno che possa farci sperare di riavere un italiano tra i primi 5 al mondo. Mi auguro di trovarlo presto, anche se la competizione è durissima”.
Infine, ha confermato la sua totale avversione per i social network (“Non li sopporto, rovinano tutto”) e, sulla possibilità di un matrimonio, ha lasciato una porta aperta: “Mai dire mai. Bisogna solo pensarci bene…”.






