Adriano Panatta ha fatto una rivelazione sorprendente: i trofei più importanti della sua carriera sono scomparsi. La coppa degli Internazionali d’Italia e quella del Roland Garros, entrambe conquistate nel memorabile 1976, non sono più in suo possesso.
A raccontarlo è stato lo stesso ex campione, che con la sua consueta schiettezza ha spiegato la situazione. La confessione è emersa durante una conversazione in cui ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera, lasciando di stucco gli appassionati.
«Non ho più il trofeo degli Internazionali e nemmeno quello del Roland Garros», ha dichiarato l’ex numero 4 del mondo. «Li ho persi. In realtà non ho nessuna delle coppe che ho vinto in carriera, non so dove siano finite».
Panatta ha fornito due possibili spiegazioni per questa incredibile sparizione. «Penso di averle smarrite durante i traslochi, dato che mi sono spostato diverse volte nella mia vita. Oppure, forse, me le hanno rubate. Non ho certezze in merito».
La notizia colpisce ancora di più se si considera il palmarès dell’atleta. Con 10 titoli vinti nel singolare in tornei del circuito maggiore, Panatta è stato per lungo tempo il tennista italiano più vincente dell’Era Open. Un record straordinario di cui, però, non conserva alcuna prova materiale.
La sua carriera è stata segnata da un talento cristallino e da un carattere estroverso, sempre pronto alla battuta. Questa mancanza di attaccamento agli oggetti-simbolo delle sue vittorie sembra quasi coerente con la sua personalità, più concentrata sull’attimo vissuto che sul feticcio da esporre.
Le vittorie di Panatta del 1976 restano una pietra miliare dello sport italiano. Prima ha trionfato al Foro Italico, diventando l’ultimo tennista di casa a vincere gli Internazionali, e poche settimane dopo ha compiuto l’impresa al Roland Garros, conquistando il suo unico titolo del Grande Slam.
Quella doppietta ha consacrato un’intera generazione al tennis e ha creato immagini indelebili, come quella di Panatta portato in trionfo dal pubblico di Roma. Sono proprio questi ricordi, insieme agli albi d’oro ufficiali, a costituire la vera eredità del campione.
In fondo, la perdita delle coppe fisiche non scalfisce minimamente la grandezza delle sue imprese. La storia è stata scritta e le sue vittorie appartengono ormai all’immaginario collettivo dello sport, un patrimonio che nessun trasloco o furto potrà mai portare via.






