L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, è tornato a esprimere il suo disappunto per le decisioni della Lega Serie A, utilizzando parole molto dure nel prepartita del derby contro la Roma. La partita è stata fissata alle 12:30, un orario insolito per una sfida di tale importanza, a seguito di un accordo tra la Lega e la Prefettura per evitare la concomitanza con la finale degli Internazionali di tennis.
Nelle settimane precedenti, Sarri aveva affermato che non si sarebbe presentato in panchina in caso di derby programmato per l’ora di pranzo, una dichiarazione che ha poi definito una semplice provocazione. “Non avrei mai lasciato la squadra e i giocatori da soli in una simile bolgia”, ha precisato, spostando poi il focus sulla gestione del sistema calcio.
Il tecnico ha ribadito con forza la sua opinione. “Quanto accaduto dimostra l’incapacità di gestire il calcio italiano. Ci sono troppi esperti di politica sportiva e nessun vero esperto di calcio, persone che non conoscono il profumo dell’erba”. La critica è rivolta a una programmazione che, a suo dire, danneggia l’immagine e il valore del campionato.
Secondo Sarri, la scelta dell’orario ha svilito un momento cruciale della stagione. “Il nostro prodotto è già in difficoltà, e noi lo gestiamo così”, ha commentato. “Una giornata in cui cinque squadre si giocavano quasi 80 milioni di euro poteva essere un’occasione per farci risalire nell’opinione pubblica, invece si è deciso di giocare a mezzogiorno”.
Per rafforzare la sua tesi, ha portato un esempio tratto dal settore giovanile, evidenziando come certe abitudini siano dannose per la crescita dei talenti. “Nel campionato Primavera, la Lazio ha giocato la prima gara ad agosto alle 12: nessuno voleva scendere in campo e non c’era nessuno sugli spalti. Non si può sperare che i ragazzi cresciuti in questo contesto siano pronti in pochi mesi per giocare a San Siro”.








