Galante: «Spalletti è perfetto per la Juventus»

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Cronache sport calcio
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Fabio Galante, ex difensore e amico di lunga data di Luciano Spalletti, ha espresso il suo pieno sostegno al tecnico della Juventus. Secondo Galante, l’allenatore è la persona ideale per guidare la squadra in futuro, a condizione che gli sia data la possibilità di iniziare un progetto da zero e di avere voce in capitolo sul mercato.

L’intervento è arrivato dopo una prestazione che ha visto la Juventus scivolare in classifica, mettendo a rischio la qualificazione in Champions League. “È stata una bella batosta, so che Luciano è molto deluso”, ha commentato Galante, rivelando di aver preferito non contattare l’amico per rispettare il suo stato d’animo. “Quando le cose vanno male, ne esce distrutto. È un perfezionista che si prende tutte le responsabilità”.

Nonostante il momento difficile, per l’ex difensore la posizione del tecnico non dovrebbe essere in discussione. “La Juve deve ripartire da lui. Ha fatto un lavoro ottimo, la sua media punti parla chiaro”. La chiave, secondo Galante, sarebbe consentirgli di impostare la stagione fin dall’inizio, con un ruolo attivo nelle scelte strategiche, uno scenario diverso da quello affrontato al suo arrivo.

Il carattere forte e diretto di Spalletti è visto dall’amico come una delle sue principali qualità. “Come tutti i toscani è un po’ permaloso, ma il suo carattere è anche la sua forza. È uno che ti dice le cose in faccia”. Fuori dal campo, però, Galante lo descrive come una persona divertentissima, anche se il calcio resta sempre al centro dei suoi pensieri.

Galante ha poi ricordato la passione quasi ossessiva dell’allenatore per il suo lavoro, definendolo “un fissato, in senso buono”. “L’ultima volta che sono stato a casa sua aveva due televisioni accese e studiava situazioni da calcio d’angolo”. Questa dedizione risale ai tempi dell’Empoli, nel 1990, quando un giovane Spalletti chiedeva a Galante, allora al Genoa, di appuntarsi gli allenamenti di altri tecnici per poterli studiare.

Il loro legame, nato oltre trent’anni fa, è profondo. “È stato un fratello maggiore per me”, ha raccontato Galante, rievocando i tempi in cui Spalletti lo riaccompagnava a casa dopo gli allenamenti e lo ospitava a dormire. “A volte ci mettevamo sdraiati sul prato e dormivamo all’aperto sotto le stelle, ha sempre amato la natura”.

L’ex calciatore ha anche citato la sfortunata esperienza con la Nazionale come prova della capacità di reazione di Spalletti, capitata in un contesto povero di talento. Il suo rifugio nei momenti difficili è la sua tenuta in campagna a Montaione, dove si dedica ai suoi animali e a lavori manuali per ricaricare le energie. “Ma posso assicurarvi che non si fermerà mai, comunque vada”, ha concluso Galante.

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