Solet ammicca all’Inter: ‘Milano è una città viva’

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Cronache sport calcio
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Oumar Solet, difensore rivelazione dell’Udinese, è diventato uno dei nomi più desiderati del prossimo calciomercato. Il suo apprezzamento per Milano, definita “una città bellissima e molto viva”, ha alimentato le voci di un forte interesse da parte dell’Inter. Il centrale francese, seguito dal padre avvocato, sta concludendo una stagione da protagonista, la sua prima completa in Serie A dopo l’assaggio del 2025.

I numeri confermano la sua crescita esponenziale: in 34 presenze ha messo a segno tre gol e fornito un assist. A impressionare sono soprattutto la sicurezza con cui gestisce il pallone, la testa alta e la capacità di effettuare passaggi filtranti o lanci precisi, qualità che lo rendono una risorsa preziosa per la famiglia Pozzo. Un talento sbocciato a Udine ma già notato ai tempi del Salisburgo, tanto che in passato il Napoli aveva provato a portarlo in Italia. “Un contatto allora ci fu, ma il Salisburgo non mi cedette”, ha confermato il giocatore.

La sua abilità tecnica non è casuale. Solet ha iniziato la sua carriera come centrocampista, per poi arretrare a difensore a 17 anni. “Per me è naturale avere la palla tra i piedi. In Italia c’è una forte cultura difensiva e spesso si tende a non rischiare”, ha spiegato, analizzando una possibile mancanza di coraggio nel calcio italiano. I suoi modelli di riferimento spaziano da Ronaldinho, per la tecnica, a Sergio Ramos e Paul Pogba.

Dopo quattro anni al Salisburgo, dove ha anche giocato in Champions League, Solet ha trovato la sua consacrazione in Serie A, un campionato che definisce “top” e tatticamente evoluto. Nonostante l’interesse di grandi club, il difensore ha ribadito la sua concentrazione sull’Udinese. “Qui sto bene, il club ha fiducia in me e gioco con continuità. Questo per me è fondamentale”, ha dichiarato, apprezzando la tranquillità della città che gli permette di focalizzarsi sul lavoro.

Il successo non è solo individuale. Solet ha elogiato il traguardo dei 50 punti raggiunto dalla squadra, un risultato che mancava da 13 anni. “Il merito è di tutto il gruppo. Il mister Kosta Runjaic ci ha dato organizzazione, fiducia e un’identità chiara”, ha affermato, menzionando anche il compagno Arthur Atta come una sorpresa positiva.

Nato e cresciuto in Francia, con origini nella Repubblica Centrafricana e in Costa d’Avorio, il difensore ha un fratello, Isaac, anche lui calciatore. Sul fronte della nazionale, Solet non ha ancora sciolto le riserve: “È una decisione importante, ci sto pensando per fare la scelta giusta per il mio futuro”.

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