Fernando Alonso ha espresso nuovamente il suo scetticismo sulla Formula 1 moderna, criticando la natura stessa dei duelli in pista. Secondo il pilota dell’Aston Martin, le manovre attuali sono il risultato diretto della gestione dell’energia delle power unit, più che di reali sorpassi.
“Oggi più che di sorpassi parliamo di manovre evasive”, ha insistito Alonso. “Chi ti precede ha la batteria scarica, di colpo perde centinaia di cavalli e tu semplicemente lo eviti. Tutto qui”. Questa dinamica, a suo dire, è la conseguenza di una tecnologia che richiede ai piloti un difficile equilibrio tra la velocità in curva e la rigenerazione dell’energia. Basta una piccola imprecisione nella gestione della batteria per perdere decimi preziosi, trasformando la gara in un esercizio di efficienza piuttosto che di puro talento velocistico.
Il problema, secondo lo spagnolo, affonda le radici nella rivoluzione tecnica del 2014, con l’introduzione dei motori turbo ibridi. “Da allora abbiamo perso più di un decennio di vere corse”, ha affermato. Per Alonso, la decisione di seguire la strada dell’elettrificazione, considerata il futuro nel mondo automotive, non si adatta alla natura delle competizioni motoristiche.
Di fronte a questo scenario, la Federazione ha proposto una modifica ai regolamenti per il 2027, puntando a un rapporto più equilibrato tra potenza termica ed elettrica. L’obiettivo è rendere le vetture meno sensibili alla gestione dell’energia, ma Alonso rimane scettico: “Vedrete, non cambierà nulla”, ha commentato, sottolineando che il DNA di queste power unit resterà lo stesso e continuerà a premiare chi sacrifica la velocità in curva.
Il due volte campione del mondo ha anche allargato la sua analisi al panorama del motorsport, appoggiando la scelta di piloti come Max Verstappen di esplorare altre categorie. “È giusto che Max guardi ad altro, la Formula 1 rappresenta soltanto l’1% di quello che offre il motorsport”, ha spiegato Alonso, ricordando l’interesse generato dalle sue partecipazioni a competizioni come la 500 Miglia di Indianapolis.
Secondo il pilota, quando un protagonista della F1 si cimenta in altre discipline, porta con sé l’attenzione dei fan, che scoprono così nuove categorie altrettanto entusiasmanti. Un modo per riscoprire l’essenza delle corse, al di là delle complesse dinamiche energetiche che, secondo Alonso, hanno snaturato la massima formula.












