CASERTA – La movida torna a tingersi di sangue. Verso le 2 di sabato notte un numero imprecisato di ragazzi ha dato vita a una rissa nel tratto di via Ferrante più vicino a via Mazzini. Sono intervenute le pattuglie miste che vigilano nella zona “calda” durante il weekend e molti ragazzi si sono allontanati. Alcuni sono stati identificati dagli agenti (sul posto è intervenuta anche la Squadra volante della Questura) mentre qualche contuso raggiungeva con mezzi propri l’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” per le cure. Durante la rissa sarebbero stati scagliati oggetti, ma non sono state trovate armi. La polizia ha sentito alcuni dei presenti e controllerà le immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza.
“Sul posto – dichiara l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Pasquale Napoletano, che ha scritto al prefetto Lucia Volpe per segnalare l’accaduto – sono intervenute tempestivamente, con enorme coraggio e tra mille difficoltà, tre unità della Polizia Municipale e due della Guardia di Finanza. Subito dopo, allertate dai colleghi, sono giunte a supporto le altre pattuglie di Polizia di Stato e Polizia Municipale impegnate a presidiare le zone limitrofe secondo i piani di servizio. In totale, circa quindici operatori delle forze dell’ordine si sono trovati a fronteggiare da soli una massa critica di almeno 350 o 400 giovani in un clima di puro terrore, tra bottiglie e bicchieri infranti, tavoli e sedie utilizzati come armi improprie.
Il bilancio dei tafferugli è drammatico: due ragazzi con profonde ferite alla testa, uno con il setto nasale scomposto e una ragazza, visibilmente in stato di gravidanza, colpita all’addome da diversi calci”. Adesso si indaga con il supporto delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona.
L’accaduto “ripropone con forza una questione di sicurezza e di tutela del personale che non è più rinviabile, e che formulo come istanza formale all’indirizzo di Sua Eccellenza la Prefetta e dei Commissari Straordinari del Comune. È doveroso chiedere quando si intenda finalmente dotare il personale della Polizia Municipale degli strumenti minimi di autotutela e difesa, come sfollagente, caschi e guanti protettivi. Parliamo di operatori che ogni fine settimana vengono regolarmente impiegati nei servizi di ordine pubblico per il contenimento della mala movida, così come nei varchi d’accesso della zona rossa dello stadio, ai concerti e nei grandi eventi cittadini, sempre schierati negli anelli di maggiore presenza di folla a fianco delle altre forze di polizia, ma senza le stesse dotazioni di sicurezza.
Tutto questo avviene peraltro in una cornice di profondo disagio contrattuale e operativo: questi lavoratori non percepiscono da svariati mesi alcune indennità accessorie e devono fare i conti con i limiti del Contratto nazionale che impone un tetto massimo di straordinario annuo, del tutto insufficiente a coprire persino le attività quotidiane”. E poi c’è la carenza di organico “ormai insostenibile. Il Corpo dovrebbe contare su oltre 120 unità, mentre oggi è ridotto a meno della metà per gestire tutti i servizi istituzionali interni ed esterni, con una preoccupante percentuale di personale che supera i 60 anni d’età.
In questo contesto di totale emergenza, va espresso un plauso particolare alla Comandante Maria Lucia Spissu Mele, che con dedizione e professionalità encomiabili ci mette costantemente la faccia per garantire la tenuta del Comando nonostante l’estrema carenza di uomini e mezzi”. Secondo Napoletano “vanno respinte con fermezza le voci di corridoio su un suo possibile avvicendamento: una figura di tale spessore, profonda conoscitrice del territorio e stimata dai vertici istituzionali, non può essere strumentalizzata o sostituita per logiche estranee al merito”.








